Italia
Precari della scuola, centinaia di ricorsi
Lucca: Sono i casi che il sindacato Flc Cgil ha portato davanti al giudice del lavoro, chiedono di avere un risarcimento per le proroghe dei contratti a termine
LUCCA. Quasi centocinquanta ricorsi pendenti presentati dai precari della scuola della Flc Cgil per chiedere che a una reiterazione dei contratti a tempo determinato protratta per più di 36 mesi - e per questo dichiarata illegittima dalla Corte di giustizia europea nel 2014 - corrisponda almeno un giusto risarcimento.
A questi se ne aggiungono un’altra sessantina, presentati invece dai docenti non laureati (in possesso solo di un diploma magistrale) ai quali non è più consentito insegnare nelle scuole elementari, che chiedono invece di poter avere almeno la possibilità di accedere alle supplenze.
La maggior parte di loro aspetta la sentenza del giudice del lavoro dal 2011 e altri se ne sono aggiunti in questi ultimi anni. Un esercito variegato, composto da insegnanti di ogni ordine e grado e personale amministrativo, accomunati però dalla stessa lunga condizione di precarietà, protratta oltre i 36 mesi.
Una precarietà lavorativa che la corte di giustizia europea ha “condannato” stabilendo che lo Stato italiano ha utilizzato i contratti a termine reiterati per coprire carenze di organico e che chi ha subito gli effetti di questo trattamento ha diritto all’assunzione di ruolo o a un risarcimento danni.
«Sui “ricorsi lucchesi” il giudice del lavoro finora non si è mai espresso - dichiara Antonio Mercuri, segretario provinciale della Flc Cgil - attendiamo una pronuncia nei confronti di chi ha avuto contratti a termine anche dopo aver superato i 36 mesi, a giugno di quest’anno. Una pronuncia che riguarda più di un centinaio di persone che aspettano dal 2011 e una trentina che hanno presentato ricorso nel 2015 e tra loro c’è chi ha alle spalle anche 15-20 anni di precariato. La maggior parte di questi insegnanti sono stati assunti quest’anno con la legge 107 e quindi non avrebbero più avuto interesse a ottenere la trasformazione del contratto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato ma comunque continuano a portare avanti il ricorso per tentare di avere il risarcimento dei danni e gli scatti di anzianità a cui avrebbero avuto diritto se fossero state assunte regolarmente allo scadere dei 36 mesi». Intanto tre giorni fa è stata depositata anche la tanto attesa sentenza della Corte di Cassazione che fa chiarezza rispetto alla sanzione applicabile in caso di illegittima reiterazione dei contratti a termine nel pubblico impiego.
«Nel regime del lavoro pubblico contrattualizzato - si legge nella sentenza 5072 - in caso di abuso del ricorso al contratto di lavoro a tempo determinato da parte di una pubblica amministrazione il dipendente, che abbia subito illegittima precarizzazione del rapporto di impiego, ha diritto, fermo restando il divieto di trasformazione del contratto di lavoro a tempo indeterminato al risarcimento del danno pari a un'indennità onnicomprensiva tra un minimo di 2,5 ed un massimo di 12 mensilità dell'ultima retribuzione globale».
E mentre per gli ormai ex precari lucchesi si attende la pronuncia del giudice del lavoro, a livello nazionale sono già partiti i primi ricorsi in appello da parte del Miur che contesta le sentenze di risarcimento.
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