Finanza
Interrogati i genitori della bimba di 14 mesi
Prelievo di sangue e di bulbi piliferi per capire da quanto tempo facevano uso di sostanze stupefacenti
LUCCA. Per il momento i genitori della bimba di 14 mesi ricoverata ancora al pediatrico Meyer di Firenze per un’intossicazione acuta di cocaina e benzodiazepine sono indagati per lesioni colpose e cessione di sostanza stupefacente. Ma il quadro probatorio è ancora in divenire. Il papà - operaio, 28 anni - e la mamma - casalinga, 22 anni - sono stati interrogati alla presenza dei loro legali (avvocati Bisordi e Conti), ma non avrebbero fornito spiegazioni tali da chiarire i molti dubbi legati all’intossicazione che poteva portare la bimba alla morte. Entrambi sono stati sottoposti a prelievi sanguigni e dei bulbi piliferi per capire da quanto tempo facevano uso di sostanze stupefacenti e in quale quantità veniva assunta. I risultati delle analisi saranno disponibili tra un paio di mesi. La bimba, che adesso è fuori pericolo e il tribunale dei minorenni ha affidato ai nonni assieme alla sorellina di 4 anni, giunse al Meyer ipotonica. Incapace di restare in posizione verticale. La piccina, che gattonava, venne curata sdraiata e i pediatri non le somministrarono benzodiazepine. E lì si apre un altro fronte d’indagine. L’assunzione di cocaina della bimba è resa possibile sia dall’ipotesi in cui i genitori fumassero lo stupefacente in casa e quindi la piccina respirasse i fumi della cocaina, sia dal fatto che tracce di sostanza stupefacente furono rinvenute dalla squadra Mobile diretta dal commissario Silvia Cascino nel bancone di cucina e quindi facilmente ingeribili da una bimba di 14 mesi che di frequente si mette le mani in bocca. Ma cosa si spiega invece la presenza nel sangue della bambina di benzodiazepine? Se i medici del Meyer non le hanno somministrate occorre verificare se precedentemente il pediatra di famiglia o i medici ospedalieri che l’hanno avuta in cura abbiano prescritto psicofarmaci, ansiolitici, sedativi solitamente assunti per gravi stati di ansia, insonnia, agitazione, convulsioni, spasmi muscolari o per le procedure mediche o dentistiche. Situazioni assai infrequenti per quanto riguarda le cure di una bimba di poco più di un anno. Se così non fosse si aprirebbero scenari decisamente più gravi per la giovane coppia residente in Lucchesia. Un’ipotesi che il sostituto procuratore Piero Alessandro Capizzoto al momento non vuol neanche prendere in considerazione in assenza di elementi probatori. La questione primaria resta quella di capire come la bambina abbia assunto le due sostanze. Intanto la bimba è ancora ricoverata al Meyer, dove si trova da una ventina di giorni. Presto però potrebbe essere dimessa e affidata ai nonni materni. Da capire anche le eventuali ripercussioni sul piano cognitivo della bimba in seguito all’assunzione di cocaina.(l.t.)
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