Proteste
Finire in cenere, richieste triplicate
Ma i tempi di attesa sono aumentati perché le poche strutture esistenti sono sovraccariche
LUCCA. È boom di cremazioni nel territorio comunale di Lucca. Secondo i dati forniti da Gesam, la società che gestisce i servizi cimiteriali nei 73 campisanti del Comune, le persone che hanno scelto di fare l’ultimo viaggio passando dal forno crematorio, sono triplicate nell’arco di un quinquennio. Siamo partiti dalle 62 cremazioni del 2010 alle 166 del 2015, passando per le 183 (record) del 2014. In totale il numero di persone che scelgono di essere cremate rispetto a quelle che preferiscono la tumulazione (sepolture in un blocco di pietra) o l’inumazione (sepoltura in terra) è del 16%, ma sta crescendo.
Alla base di questa scelta ci sono in molti casi motivazioni di tipo culturale e religioso, ma l’aspetto economico, secondo gli addetti ai lavori, non è di secondo piano. Essere trasformati in cenere, infatti, costa assai meno che farsi mettere sotto terra. E in tempi di crisi, anche nel florido mercato del fine vita c’è chi cerca di risparmiare.
«A fare la differenza è il costo delle tombe – spiega Paolo Pierini, delle onoranze funebri della Croce Verde – Per essere tumulati in un blocco di pietra a due posti, magari con una lastra in marmo, ci vogliono 5mila euro. Non poco. Farsi cremare è più economico: noi siamo convenzionati con Livorno e lì facciamo tutte le nostre operazioni. Se uno è già socio della Socrem, la società per la cremazione, spende sui 450 euro; se invece il defunto non era iscritto e della faccenda deve occuparsi un parente la cifra sale a 580. Per il resto, il costo per l’organizzazione delle esequie è praticamente lo stesso per chi va al cimitero e chi va al forno crematorio. La differenza è che nel primo caso c’è da pagare la tomba e la concessione al Comune. Nel secondo, invece, uno si può anche portare le ceneri a casa. Basta prendersi un’urna. Questo è uno dei motivi per cui negli ultimi anni le cremazioni sono aumentate».
Il problema è che l’elevato numero di richieste ha creato una sorta di lista d’attesa: a volte bisogna aspettare qualche giorno anche per essere trasformati in cenere. Una situazione disagevole soprattutto per i parenti del dipartito. «Grazie all’accordo con Livorno noi abbiamo una corsia preferenziale – spiega Paolini – per fare la cremazione ci vuole giusto un giorno in più rispetto al funerale tradizionale. Ma in passato, quando due dei tre forni dell’impianto labronico sono stati chiusi per lavori di manutenzione, abbiamo avuto qualche problema: abbiamo dovuto attendere 4-5 giorni per far cremare il defunto. Molte associazioni, non avendo questo tipo di accordi, si rivolgono ad altre strutture e per accelerare i tempi vanno dove c’è un buco libero: Pistoia, Arezzo e persino Alessandria».
Per questi e altri motivi, l’idea di costruire un impianto qui a Lucca (peraltro anche Viareggio ha la stessa idea, ne parliamo nel pezzo a fianco), trova concorde Pierini: «Il lavoro non mancherebbe – dice – Sarebbe senz’altro una buona idea e risolverebbe i problemi di attesa. Vediamo se l’amministrazione porterà avanti questa idea fino alla fine. Il sindaco mi sembra convinto di andare avanti e mi auguro che riesca nel suo intento».
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