Il Tirreno

Lucca

Condannato urologo per corruzione in una gara d’appalto

(l.t.)

Due anni in abbreviato per la fornitura di tre litotritori utilizzati dalle Asl per il bombardamento dei calcoli renali

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LUCCA. Per il giudice dell’udienza preliminare Giuseppe Pezzuti quel medico dell’Asl ha commesso i reati di corruzione e istigazione alla corruzione accettando la promessa - che gli era stata fatta da un agente plurimandatario e da un procuratore della multinazionale elvetica Storz Medical - di una somma di denaro quantificabile in 20-30mila euro affinchè si adoperasse nella commissione giudicatrice di cui faceva parte per l’aggiudicazione della fornitura a favore dell’apparecchiatura prodotta dall’azienda svizzera. Al termine dell’udienza camerale è stato condannato in abbreviato a due anni di reclusione con la sospensione della pena l’urologo Massimo Aquilini, 56 anni, originario di Terni e residente a Tempagnano, in servizio all’Asl 2, che era difeso dagli avvocati Marco Meoli di Pisa e Giampaolo Catalano di Firenze.

La prescrizione. La vicenda risale al 2 luglio 2009 e la sentenza di condanna non supererà il secondo grado di giudizio. Perché il reato di corruzione si prescrive, dopo gli ultimi interventi normativi in Parlamento, in sette anni e mezzo (come la truffa). Quindi il procedimento non arriverà in Corte d’Appello perché, a meno che l’imputato non voglia rinunciarvi, la prescrizione arriverà nel 2017 e il reato verrà estinto.

I fatti. Aquilini viene nominato, con delibera Estav del 2 luglio 2009 e dietro indicazione dell’Asl di Lucca, componente della commissione giudicatrice della procedura per la fornitura e l’installazione di tre litotritori extracorporei da destinare all’Asl 1 di Massa Carrara, all’azienda Asl 2 di Lucca e all’Asl 5 di Pisa. Si tratta di apparecchi elettromedicali che sono utilizzati per il «bombardamento» dei calcoli renali. Stando alle intercettazioni telefoniche effettuate dai carabinieri, l’urologo lucchese avrebbe accettato la promessa fatta dall’agente mandatario Scarioni della Storz Medical Italia e del procuratore Saccucci della stessa multinazionale elvetica della corresponsione di 20-30mila euro affinché si adoperasse nel corso dei lavori della commissione per l’aggiudicazione della fornitura in favore del litotritore prodotto dalla Storz, ritenuta peraltro una delle migliori al mondo nella distribuzione e nel noleggio delle apparecchiature ad onde d’urto per il trattamento della calcolosi.

L’istigazione. Ma per la procura il medico, in veste di pubblico ufficiale, non si sarebbe limitato ad accettare la promessa, ma assieme a Saccucci e Scarioni (nei loro confronti procede separatamente l’autorità giudiziaria di Pisa) avrebbe offerto a un altro componente della stessa commissione, il dottor Luca Lorenzi di Massa, la somma di 20-30mila euro affinchè anche lui si adoperasse in commissione e contrariamente ai suoi doveri d’ufficio per l’aggiudicazione della fornitura a favore dell’apparecchio elettromedicale prodotto dalla Storz. L’episodio si sarebbe verificato dopo il marzo 2009 al termine della prima riunione della commissione giudicatrice e Lorenzi avrebbe subito rifiutato la proposta.

La difesa. L’urologo condannato ha sempre negato l’addebito sostenendo di usare il macchinario Storz per i suoi pazienti.

(l.t.)

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