Trasporti
«Centralina, ora il consiglio»
Il Comitato chiede a Betti di convocare l’assise per ribadire il “no” all’impianto
BAGNI DI LUCCA. Cosa sta aspettando il sindaco Massimo Betti a convocare il consiglio comunale per ufficializzare il “No” alla costruzione di una nuova centralina idroelettrica sul torrente Lima?
A chiederlo il Comitato Ambiente e Salute di Bagni di Lucca che nelle scorse settimane si era schierato a fianco del Gruppo Salviamo la Lima, supportando la battaglia per bloccare la cementificazione del corso d'acqua. L'ultima seduta pubblica, svoltasi al Teatro Accademico, si era conclusa con la promessa dell'amministrazione di riunire a breve un nuovo consiglio ma ancora una data pare non essere stata fissata.
«La convocazione del consiglio comunale per votare la mozione - dice il Comitato - tarda ad arrivare e l'opposizione al progetto resta, al momento, una inutile dichiarazione d'intenti. Questo ritardo favorisce la stessa Green Factory (titolare del progetto) che continua indisturbata il percorso autorizzativo. Non ci sfuggono gli aspetti lesivi di questo ennesimo disastroso piano - prosegue il Comitato -. L'incisione dell'alveo del torrente Lima porterà alla destabilizzazione delle falde idrogeologiche con la scomparsa delle aree umide, come è già successo con le centraline costruite lungo il corso dei vari affluenti. Tutto questo comporta l'inevitabile alienazione del ciclo sedimentario naturale, della flora e della fauna. Un processo di lenta morte a cui ci opponiamo con forza, perché solo con uno sviluppo economico alternativo e sostenibile (voluto dalla collettività e contrapposto all'urbanizzazione di opere inutili e dannose), possiamo restituire spazio e natura alle persone e coniugare sicurezza, fruibilità e qualità del territorio».
Il progetto della centralina deve insomma essere fermato e al più presto possibile, secondo il gruppo ambientalista, che evidenzia una serie di analogie con la costruzione dell'impianto a biomasse Alce e fa notare: «Al momento dell'autorizzazione in quel caso non c'era la giunta Betti, che lamentava il fatto di avere le mani legate per scelte irrevocabili prese in precedenza, ma questa volta la responsabilità politica-istituzionale e la coerenza rispetto a quanto si va dicendo - tuona il Comitato -, dovrebbero suggerire un diverso comportamento. Quello che chiediamo - concludono i membri del gruppo - sono atti concreti per fermare la cementificazione del Lima ed un piano di difesa del territorio con azioni preliminari di tutela o, nel peggiore dei casi, con misure urgenti da avanzare nelle sedi decisionali di Provincia e Regione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
