Il Tirreno

Lucca

Al cimitero 640 cremazioni in un anno

di Gianni Parrini e Luca Dini
Al cimitero 640 cremazioni in un anno

L’impianto previsto nell’ex casa del custode Costa 2 milioni ed è ideato dalla “Guidi”

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Forno crematorio nella casa dell’ex custode del cimitero di Sant’Anna: il Comune esamina il progetto e pensa alla formula del project financing per realizzare l’impianto. Ma servirà un bando per affidare i lavori e la gestione.

La conferma che qualcosa si muove nell’ambito “del fine vita” lucchese (gli scongiuri sono ammessi) arriva dall’assessore Francesca Pierotti: «Stiamo valutando il progetto presentato dalla Guidi Gino spa di Castelnuovo – spiega l’assessore con delega all’edilizia pubblica –. Abbiamo affidato la valutazione del piano economico a un consulente esterno, il commercialista Roberto Pistoresi. Se il progetto sarà giudicato buono dovremo fare una gara per affidare l’incarico. Aspettiamo una valutazione dai nostri uffici e dal consulente per capire se è tutto ok e poi valuteremo se è questa la strada che vogliamo percorrere».

Già dalla scorsa estate la Guidi Gino Spa di Castelnuovo ha presentato la proposta di project financing per la realizzazione di un forno crematorio nel cimitero di Sant'Anna. «È un progetto di diversi mesi fa – conferma Andrea Guidi, ex presidente degli industriali lucchesi e titolare dell'azienda – Noi abbiamo avanzato questa ipotesi al Comune che adesso ne esaminerà la possibilità. Non è poi detto che sarà la nostra azienda a fare i lavori perché chiaramente si deve passare attraverso una gara pubblica. Il project financing si basa sull'appoggio di una banca che dovrebbe finanziere i lavori per poi recuperare la cifra anno dopo anno».

L'intervento sarebbe realizzato nel fabbricato già esistente dietro il cimitero di Sant'Anna, quello che in passato ospitava il custode e avrebbe un accesso indipendente: «Si tratta di un impianto piccolo, praticamente al minimo possibile – spiega Guidi – basandosi sul piano di mortalità provinciale, potrebbe effettuare circa 640 cremazioni annue. Considerati i giorni festivi, si parla dunque di una media vicina a 3 cremazioni al giorno». Alla giunta è piaciuto il progetto, ma ora sono in atto maggiori approfondimenti: «Chiaramente – prosegue Guidi – il Comune dovrebbe poi affidarne la gestione a una società. Il costo dell'impianto? Siamo intorno ai 2 milioni di euro, qualcosa meno».

L’idea di realizzare un forno crematorio a Lucca non è nuova: già ai tempi dell’amministrazione Favilla, l’allora assessore Giovanni Pierami aveva presentato un progetto per un recupero complessivo del cimitero e la costruzione di un simile impianto. Ora la giunta Tambellini torna alla carica. Due le strade percorribili: una è quella di realizzare l’impianto con il project financing. Un privato si accolla la spesa e in cambio ottiene dal Comune la gestione per un certo numero di anni dell’impianto e la possibilità di tenere (in tutto o in parte) gli incassi derivanti. La seconda ipotesi è quella che prevede l’affidamento dell’impianto a una società in house del Comune, ad esempio la società di servizi che dovrebbe nascere dalla scissione asimmetrica di Gesam. A quel punto il ricavato potrebbe essere utilizzato per finanziare gli interventi necessari al recupero delle arcate del cimitero monumentale, da tempo off limits per i cittadini.

Al momento la strada privilegiata sembra la prima: il Comune è orientato a finanziare di tasca proprio gli interventi di recupero del camposanto comunale: per il 2016 sono previsti 500mila euro di stanziamenti. Ma l’intervento complessivo ha un costo di circa 6 milioni di euro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa