La manifestazione
Paradisi e Cesari con i 5 Stelle per il referendum
CAPANNORI. Anche due consiglieri di maggioranza hanno firmato la richiesta di referendum consultativo sull'impianto di biocarbonizzazione di Salanetti, promosso dal Movimento 5 stelle come previsto...
CAPANNORI. Anche due consiglieri di maggioranza hanno firmato la richiesta di referendum consultativo sull'impianto di biocarbonizzazione di Salanetti, promosso dal Movimento 5 stelle come previsto dal regolamento sulla partecipazione popolare.
La richiesta è stata firmata e protocollata da undici consiglieri, i nove dell'opposizione (Forza Italia, Movimento 5 Stelle e Insieme si può) e due della coalizione di maggioranza: Alberto Paradisi (Partito democratico) e Elio Cesari (Moderati).
«Lo spunto - scrivono i pentastellati - è nato dall'invito rivolto nell'ultima seduta del consiglio comunale da un consigliere al quale altri consiglieri si sono associati, fino a raggiungere 11 sottoscrittori che sono di fatto gli unici, su 24 consiglieri totali, a fare sì che siano i cittadini a poter dare un contributo vero, essenziale e partecipativo, sulla questione del carbonizzatore che tratterà, nel caso fosse realizzato, anche e soprattutto rifiuti industriali, come consiglieri ci siamo quindi interrogati se bastino le certificazioni di eccellenza europea, le (non) parole del sindaco o i soli pareri tecnici, tanto cari al bisogno) alle parole dei politici.
«Ovviamente la risposta si è manifestata nella richiesta di referendum».
Secondo i pentastellati, «non si può per un'opera così impattante sulla strategia dei Rifiuti Zero, lasciare che siano “altri” a decidere, ma, al contrario siano i cittadini ad esprimersi, qualunque esso sia il loro personale intendimento sulla materia.
«Ci dispiace per gli altri tredici consiglieri che pur sapendo dell'iniziativa, si sono ben guardati dal coinvolgere i cittadini. Evidentemente il potere non deve essere condiviso ma gestito in modo esclusivo».
C'è un precedente, il referendum promosso dalla lista Abc nel 2013 contro la privatizzazione delle farmacie comunali, ma la richiesta fu respinta dal Comune (sindaco era allora Giorgio Del Ghingaro) per un vizio formale. (n.n.)
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