Il Tirreno

Lucca

caos mensa: incontro con i genitori

Il Comune rivede i prezzi ma dice no al pasto da casa

di Federica Scintu

LUCCA. Quella delle mense scolastiche è una matassa che si dipana molto lentamente, un braccio di ferro tra genitori e amministrazione comunale nel quale nessuno dei due interlocutori è disposto a...

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LUCCA. Quella delle mense scolastiche è una matassa che si dipana molto lentamente, un braccio di ferro tra genitori e amministrazione comunale nel quale nessuno dei due interlocutori è disposto a mollare la presa. E ieri mattina a palazzo Orsetti, alla presenza del sindaco Alessandro Tambellini, del vicesindaco Ilaria Vietina e dei rappresentanti del comitato La scuola che vogliamo Lucca, è andato in scena l’ennesimo round di una partita che continua a rivelare qualche sorpresa. Una su tutte l’annuncio dell’amministrazione comunale che si è detta disponibile a ribassare le tariffe del servizio per tutte quelle famiglie che hanno più di un figlio che usufruisce del servizio mensa. Amministrazione comunale che però, dall’altra parte, ha ribadito il suo “no” secco alla possibilità di portare all’interno dei refettori scolastici cibi preparati a casa. Durante l’incontro il sindaco e il vicesindaco hanno fornito delle risposte a una lunga lettera inviata dai genitori del comitato lo scorso 18 febbraio, nella quale riportano quelle che secondo loro sono le carenze del servizio mensa. Dai rincari alla gestione, dalle commissioni alla comunicazione col Comune passando per i “tecnicismi” di grammature e pasti veicolati, il comitato ha chiesto all’amministrazione precise risposte soprattutto per quanto riguarda il controllo nei confronti della qualità del servizio offerto dalla Del Monte.

«Faremo degli accertamenti sui corpi estranei nei cibi - ha detto il sindaco rispondendo a uno dei passaggi della lettera - il contratto con la Del Monte è in vigore fino al 2019. Sul prezzo della mensa siamo disposti a rivedere qualcosa per chi ha più di un figlio che ne usufruisce e faremo più attenzione a che il servizio venga fornito in maniera accurata e gradevole». I commissari mensa infatti, stando a quanto riferiscono i membri del comitato, «continuano a segnalare che i pasti arrivano freddi ma le comunicazioni non possono essere inviate al Comune perché il portale online dedicato alle valutazioni del servizio non funziona». Un disservizio confermato anche dal vicesindaco: «È vero che il sito non funziona ma stiamo lavorando per ripristinarlo. La mail è comunque sempre attiva - ha risposto loro - e può essere usata anche per questo tipo di comunicazioni». Il dibattito è entrato poi nel vivo quando si è parlato della possibilità di fornire il pasto da casa. Il comitato infatti, ha portato all’attenzione dell’amministrazione una delibera del Comune di Vergiate che consente il consumo di cibi diversi da quelli forniti dalla mensa. «Non c’è nessuna legge che ce lo vieti - hanno detto i genitori - quindi continueremo a farlo. Chiediamo che prendiate in considerazione il caso di Vergiate. Perché non è possibile applicarlo a Lucca?». Una domanda alla quale però il vicesindaco ha risposto ribadendo in maniera categorica che «servirebbero ulteriori spazi oltre ai refettori per far consumare ai bambini il cibo portato da casa» e che al momento «non esiste questa possibilità». «Non abbiamo mai detto che non si può fare in assoluto - continua Ilaria Vietina - ma per la nostra organizzazione che prevede il servizio in 62 scuole, non è realizzabile». Intanto oggi, nelle scuole che fanno parte dei comprensori 5 e 6 sarà di nuovo panino-day.

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