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Referendum, che varietà il comitato per il sì Lucca

di Barbara Antoni
Referendum, che varietà il comitato per il sì Lucca

Militanti ex Dc e Udc, già Ds e attuali Pd: queste le componenti che prevalgono Nel gruppo fondatore, tra gli altri, Del Carlo, Razzuoli, Raspini, Mercanti, Pierami

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LUCCA. Una nutrita varietà di trascorsi per un obiettivo comune: la conferma della riforma costituzionale nel referendum previsto per ottobre.

Dentro al “comitato per il sì Lucca” la rappresentanza politica è varia e trasversale. Anche se i suoi componenti preferiscono non porre l’accento su questo aspetto, perché la sfida che si gioca è quella di un referendum e perdipiù costituzionale. Hanno presentato il comitato il coordinatore Gianni Del Carlo, ex segretario Ds, il professor Paolo Razzuoli, passato Dc e ultima tessera in tasca dell’Udc, l’ex assessore della giunta Favilla Giovanni Pierami, ex Dc e tra i fondatori della lista civica Per Lucca e i suoi paesi. Nel nucleo fondatore del comitato anche l’attuale assessore Francesco Raspini del Pd, la consigliera Pd Valentina Mercanti, Giorgio Lazzarini figlio del primo sindaco lucchese di centrosinistra Giulio Lazzarini, l’attuale presidente Pd del consiglio comunale Matteo Garzella, oltre a Michele Lucherini, Berto Corbellini Andreotti, Giuseppe Ciri, Federico Franchi, Elena Cardiello, Gabriele Marchi.

«A Lucca - spiega Del Carlo - il comitato nasce in anticipo perché c’è necessità di mettere in campo incontri aperti alla cittadinanza con personalità che aiutino a capire l’importanza della posta in gioco. Il comitato è ampio e non partitico, vuole raccogliere sensibilità ampie e disparate. Si tratta di un referendum storico per il paese: l’assetto costituzionale si modifica in modo radicale: il governo prenderà fiducia solo da una camera, quella dei deputati; il senato sarà una rappresentanza delle autonomie». «È fondamentale - gli fa eco Razzuoli - creare un assetto istituzionale in cui ognuno possa giocare la sua partita e dove chi vince possa assumere una responsabilità di governo».

Non sarà facile rendere chiari e semplici alla cittadinanza i punti cardine della riforma promossa dal governo Renzi. «Il taglio che il comitato ha deciso di dare è di aumentare fra la gente il grado di consapevolezza della riforma, di essere più divulgativo sui contenuti della legge, evitando qualsiasi strumentalità. Il referendum non è un giudizio sull’operato di Matteo Renzi», sottolinea Raspini, che sarà anche al centro della prima iniziativa pubblica del comitato per il sì, il 19 marzo alle 17 al Caffè delle Mura: i contenuti della riforma saranno esposti anche con diapositive oltre che spiegati.

Sempre in tema di divulgazione, Valentina Mercanti annuncia che il comitato «farà incontri con le categorie sociali ed economico. Se qualcuno vuole contribuire può farlo anche dalla nostra pagina Facebook: ben venga, siamo aperti». La partecipazione al comitato è per Pierami «una voglia di superare la strumentalità che è in costante aumento. Questa non è politica, ma uno stimolo a far parte di valori e contenuti».

Nell’agenda del comitato ci sono inoltre: il 4 aprile incontro in Palazzo Ducale con Anna Finocchiaro, relatrice in senato della riforma costituzionale; il 29 aprile la presentazione del libro di Stefano Ceccanti “La transizione è (quasi) finita” e il 6 maggio l’incontro con il professor Roberto D’Alimonte, tra i maggiori esperti italiani di leggi elettorali e sistemi costituzionali. Prima dell’estate è previsto un altro incontro politico.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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