Il Tirreno

Lucca

«Ma quanti errori sull’elettrodotto»

I comitati di Chiatri attaccano Raspini: «Sostiene l’opzione zero, ma poi dice che è perdente»

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LUCCA. Duro attacco dei comitati di Chiatri al Comune di Lucca sulla questione dell’elettrodotto di Terna.

«Il Comune è per l'opzione zero, cioè nessuna nuova realizzazione, ma messa in sicurezza e riduzione delle emissioni del tracciato attuale», dicono Cesare Ciacca, presidente del Comitato Chiatri-Puccini e Christina Samson, pPresidente del gruppo Amici del Comitato Chiatri-Puccini. «Tale tesi costituisce, però - scrivono Samson e Ciacca - un arroccamento statico senza prospettiva di qualsiasi altra chance. Invece, il Comune avrebbe dovuto e dovrebbe attivare i propri tecnici per elaborare una unitaria proposta transattiva».

Secondo i due comitati, nella riunione in Comune, l’assessore all’ambiente Francesco Raspini «ha affermato, con contraddittoria determinazione, che la cosiddetta opzione zero è perdente e che spetta ai vari Comitati locali presentare una linea unitaria di modifica degli elettrodotti Terna. È un compito per cui i Comitati non hanno alcuna capacità organizzativa, economico-finanziaria, salvo lo staff del Comitato Starc, che è quello notoriamente fornito dalla signora Marcegaglia». Questo staff, però, ha escluso e ignorato Star dalle proprie osservazioni: «È una carenza grave che, ciononostante, ha riscosso la simpatia di molti ingenui chiatresi che hanno aderito al Comitato Starc, come “topolini” della favola del pifferaio di Andersen. Chiatri e le successive zone sono totalmente escluse da ogni attiva elaborazione difensiva nella stessa posizione del Comune di Lucca sull'argomento. Raspini ha specificato, poi, che il Comune ha assunto come propria la tesi dell'opzione zero in quanto tutti i Comitati locali si sono espressi in tal senso. Ciò non è vero in quanto il Comitato Chiatri Puccini e il Gruppo Amici del Comitato Chiatri Puccini non hanno mai richiesto né appoggiato esclusivamente l'opzione zero perché ha fortissime prospettive di insuccesso». In conclusione, «Chiatri è destinato ad essere la latrina delle traiettorie degli elettrodotti, anche se questi passano con piloni alti quanto il campanile di San Frediano sui crinali delle sue colline con un impatto mostruoso all'orizzonte. Nessuna altra alternativa è posta da nessuno in riferimento alla mostruosa esposizione dei suddetti piloni. Queste orribili opere sarebbero molto ben visibili dalla pianura lucchese, da Viareggio, dal teatro Pucciniano di Torre del Lago con l'annientamento totale dei valori culturali-paesaggistici, storici che da millenni contrassegnano la Lucchesia».

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