Il Tirreno

Lucca

E al Majorana e Benedetti ci pensano

E al Majorana e Benedetti ci pensano

«Stiamo valutando l’ipotesi della settimana corta ma abbiamo intenzione di andarci molto cauti». A dirlo è il preside delle scuole superiori Majorana di Capannori e Benedetti di Porcari, Luigi Lippi...

2 MINUTI DI LETTURA





«Stiamo valutando l’ipotesi della settimana corta ma abbiamo intenzione di andarci molto cauti». A dirlo è il preside delle scuole superiori Majorana di Capannori e Benedetti di Porcari, Luigi Lippi a testimonianza del fatto che l’idea di lasciare liberi gli studenti il sabato comincia a fare presa non solo tra i dirigenti delle scuole medie. «Se dovessimo decidere di farlo - spiega ancora Lippi - organizzeremo un’indagine sull’utenza per capire se sono d’accordo. Se il giudizio sarà positivo nei confronti della settimana corta la faremo. Per ora comunque è un’idea che è allo studio e ne discuteremo anche nei prossimi giorni». Un’idea che rappresenta una novità nel panorama organizzativo delle scuole superiori lucchesi che anche per l’anno prossimo hanno previsto l’orario “spalmato” su sei giorni. «L’anno scorso abbiamo avviato un monitoraggio coi genitori, gli studenti e i docenti - spiega la preside del liceo Vallisneri, Monica Ceccherelli - e ci hanno detto che preferivano fare lezione anche il sabato quindi, l’anno prossimo, non ci saranno modifiche all’orario». Nessuna richiesta da parte dei genitori e dei docenti nemmeno al liceo Machiavelli, come conferma la preside, Iolanda Bocci: «Se dovessero chiederci la settimana corta valuteremo i pro e i contro anche perché andrebbe ripensata tutta la didattica». Lo stesso vale per l’istituto Fermi-Giorgi: anche qui il sabato si continuerà ad andare a scuola. “No” convinto da parte della preside del Passaglia, Maria Pia Mencacci: «Per noi è impossibile fare solo cinque giorni perché le ore in un giorno sarebbero troppe».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze