La manifestazione
«Costretti a chiudere prima per garantire la sicurezza»
LUCCA. «Siamo stati costretti a scegliere la settimana corta, è l’unico modo per garantire la sicurezza dei nostri studenti». Risponde così la preside delle scuole medie Da Vinci, Luisa Arcicasa, ai...
LUCCA. «Siamo stati costretti a scegliere la settimana corta, è l’unico modo per garantire la sicurezza dei nostri studenti». Risponde così la preside delle scuole medie Da Vinci, Luisa Arcicasa, ai genitori del comitato che hanno organizzato una raccolta firme per chiedere che l’orario, l’anno prossimo, non cambi. «Il personale Ata non basta - spiega ancora la preside - e la chiusura dell’istituto il sabato è l’unica soluzione possibile dal punto di vista organizzativo. In tutto abbiamo 650 alunni, un indirizzo musicale e una serie di iniziative col teatro del Giglio che comportano l’apertura della scuola fino alle 19.30. Da anni però ci viene dato un numero di collaboratori scolastici come se la scuola fosse aperta fino alle 13.30, collaboratori ai quali abbiamo già chiesto per quest’anno di fare, invece che 36 ore alla settimana, 40 ore aggiungendo quindi 4 ore di straordinario. E nonostante questo impegno, la sorveglianza non è garantita dappertutto. Abbiamo dovuto utilizzare collaboratori scolastici di altri istituti del comprensivo 2 per tentare di supplire a queste carenze. Gli alunni che frequentano le medie hanno ancora bisogno di sorveglianza. In più con la legge di stabilità non è più prevista la sostituzione dei collaboratori se non dopo il settimo giorno di assenza. Sono questi i motivi che ci hanno portati a quella che è stata una decisione obbligata per far sì che la sicurezza fosse ancora garantita. Con il personale Ata che il sabato non lavora avremo un totale di 30 ore da “spalmare” negli altri giorni della settimana. So che non si risolve il problema ma almeno possiamo garantire un minimo di sicurezza in più». Le scuole medie Da Vinci hanno in tutto 650 iscritti e cinque collaboratori scolastici. La struttura della scuola inoltre, non facilita la “sorveglianza” dei ragazzi. «Per il prossimo anno scolastico abbiamo avuto 220 iscrizioni - continua la preside - un record per questo istituto e tutti i genitori erano a conoscenza della variazione sull’orario quando l’hanno scelta. Ho incontrato in diverse occasioni anche i genitori dei ragazzi che già frequentano la scuola per spiegare loro che non era più possibile gestire l’istituto con un personale ausiliario così carente. Non ho fatto un “referendum” perché qui non si tratta di una decisione che ha a che fare con la didattica ma con la sicurezza dei ragazzi, a me spetta garantirla. Se avessi potuto evitare di prendere questa decisione l’avrei fatto anche perché non avevamo bisogno di modificare l’orario per aumentare il numero degli iscritti. Cercheremo di organizzare l’orario prevedendo quattro materie e due educazioni al giorno, con ingresso alle 8 e l’uscita alle 14, e avremo un buon margine di manovra da questo punto di vista perché il giorno di riposo dei docenti sarà, per tutti, il sabato».
(f.s.)
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