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Lucca

Caos e ritardi per chi andava a Pisa

Caos e ritardi per chi andava a Pisa

L’invasione di studenti per la “tradizione della lucertola” ha creato molti disagi

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LUCCA. Giorno dei cento giorni, giorno di caos, almeno sotto il profilo dei trasporti pubblici. Ci riferiamo alla tradizione per la quale toccare una delle lucertole scolpite sul portone del battistero di Pisa porti bene a chi deve affrontare un esame, tradizione seguita in particolare dai maturandi 100 giorni prima dell’esame di Stato. E giusto ieri cadeva la ricorrenza. È così che una gran massa di studenti all’ultimo anno di liceo si è riversata sui treni e sui pullman alla volta di Pisa.

Ma questa invasione ha finito per creare più di una difficoltà ai trasporti, con treni strapieni e anche numerosi ritardi nelle corse per Pisa. E non sono mancate situazioni allucinanti, come dimostra la testimonianza di un nostro lettore, Claudio Davini, studente di filosofia montecatinese che si è ritrovato a dover convivere con questa massa di studenti: «Alle 8,29 il treno (proveniente da Montecatini ndr) si è fermato al binario 3 della stazione di Lucca. Sceso dalla carrozza non avrei mai pensato che cinque minuti non sarebbero bastati per arrivare al binario 1, dove alle 8,50 ferma il treno per Pisa. A dirla tutta, non avevo mai visto una tale ressa di fronte a un sottopassaggio: il baccano era ben degno d'un porcile. Sono riuscito ad arrivare al binario 1 soltanto alle 8,38». Poi, sulla banchina, la pressione e la spinta fino a far varcare la linea gialla «troppo vicino ai binari, mentre sulla banchina a isola che permette l'accesso ai binari 3 e 4, due poliziotti stavano osservando la situazione senza far nulla».

Poi finalmente l’arrivo del treno per Pisa: «Molti ragazzini si sono riversati al suo interno senza far prima scendere le persone. Una signora, giustamente indignata, ha sottolineato la maleducazione di alcuni di loro. Quello che le è stato risposto non è riportabile». Una volta dentro una situazione insopportabile, mentre il treno era ancora fermo: «Alle 9,01, il treno non era ancora partito. A quel punto, ho deciso di scendere: iniziava a mancarmi l'aria. Cercando di arrivare alla porta, ho sentito frugare due volte nella tasca sinistra del mio giacchetto; mi ero tuttavia ben guardato dal lasciarvi dentro alcunché. Un attimo prima che potessi scendere un ragazzino straniero mi ha messo una mano sul petto, intimandomi di consegnarli 5 euro: altrimenti, non mi avrebbe fatto passare. Mi sono scostato velocemente e, per fortuna, sono riuscito a scendere dal treno».

Alla fine il treno è partito, con mezzora di ritardo, mentre ogni tentativo di segnalare l’accaduto è rimasto inascoltato.

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