Alunni a casa il sabato nelle scuole più grandi
Alle Carducci e alle Da Vinci dall’anno prossimo settimana corta
LUCCA. Stop alle lezioni il sabato nelle due scuole medie lucchesi col più alto numero di iscritti. Alla Da Vinci di San Concordio e alla Carducci in centro storico, dal prossimo anno scolastico, la campanella per oltre milleduecento ragazzi in totale, suonerà cinque giorni a settimana. Un cambiamento che riguarda per la prima volta anche questi due istituti che fino all’anno in corso hanno mantenuto nella propria offerta formativa le lezioni anche il sabato mattina. Un cambiamento che piace e non piace, che scontenta alcuni (come i componenti del comitato genitori per il sabato a scuola nato alle Da Vinci) ma che accontenta altri, che ha pro e contro anche secondo gli stessi presidi, i quali hanno delle responsabilità nei confronti degli studenti sia dal punto di vista della didattica che della sicurezza, sempre più difficile da garantire - stando alle loro dichiarazioni - a causa della carenza di personale amministrativo, tecnico e ausiliario. E se nel caso delle scuole medie Da Vinci a spingere il consiglio d’istituto a “spalmare” le lezioni su cinque giorni è stata proprio l’insufficienza del personale Ata, lo stesso non è accaduto alle Carducci dove invece è stato il pressing dei genitori a portare la dirigente a scegliere la “settimana corta”. «Da diversi anni le famiglie ci avevano chiesto di organizzare le lezioni su cinque giorni - spiega la preside delle scuole Carducci, Gabriella Nanini - ma finora non avevamo mai apportato modifiche. Poi le richieste sono aumentate e dall’anno prossimo cambieremo l’orario: le lezioni si terranno dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 14. Ci saranno due intervalli mentre all’organizzazione delle materie previste stiamo ancora lavorando». A fare da apripista nella corsa alla settimana corta è stata la scuola media Piaggia di Capannori dove da tre anni i ragazzi vanno a scuola fino al venerdì. L’altra possibilità è quella che invece offrono le scuole medie Carlo Del Prete di Sant’Anna e De Nobili di Santa Maria a Colle. In questi due istituti infatti, anche l’anno prossimo sarà data la possibilità ai genitori di scegliere fra due opzioni: lezioni cinque giorni a settimana e sei ore al giorno oppure sei giorni a settimana e cinque ore giornaliere. «Già da due anni diamo entrambe le possibilità - spiega la preside delle scuole medie Carlo Del Prete, Elisabetta Giannelli - e nella scelta i genitori sono sempre stati “spaccati” a metà: il 50% opta per la prima soluzione e il restante per la seconda. Le due opzioni sono state inserite a seguito della richiesta dei genitori anche se ormai la tendenza è quella di chiudere le scuole il sabato. Dal punto di vista della didattica i ragazzi possono fare lezione per sei ore senza avere un calo importante di attenzione e poi hanno due giorni per recuperare e per passare più tempo con le loro famiglie». Stessa situazione alle De Nobili, frequentate in tutto da 340 studenti. «Questo è un “piccolo” istituto quindi sono riuscita ad accontentare sempre tutti - conferma la preside, Anna Rugani - facendo scegliere tra i due orari. Anche alle De Nobili i genitori sono divisi esattamente a metà tra le due tipologie. Non nascondo però che il problema del personale Ata lo sentiamo anche noi nonostante il numero degli studenti sia inferiore rispetto ad altri istituti». Ma nel complesso quadro delle scuole secondarie di primo grado lucchesi a “vincere” è ancora il partito del “no”. Sono tre i presidi infatti, che anche per il 2016-17 hanno previsto le lezioni anche il sabato. Si tratta degli istituti Massei, Buonarroti e Chelini. «Il problema della riduzione del personale Ata c’è anche da noi - conferma il dirigente delle Chelini, Giovanni Testa - ma i genitori non spingono per la settimana corta quindi manterremo lo stesso orario anche l’anno prossimo».
«Alle Buonarroti - spiega la dirigente, Carla Reggiannini - faremo lezione anche il sabato. Due anni fa avevamo fatto un sondaggio e la maggioranza dei genitori si era espressa a favore di questa opzione. Se in futuro ci saranno richieste diverse valuteremo il da farsi».
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