Finanza
Migranti, due case per i ragazzi non accompagnati
Un bando della Regione apre agli appartamenti in autonomia Al massimo potranno viverci dieci giovani fra i 16 e i 21 anni
LUCCA. Alcuni non credi possano avere meno di 18 anni. Lo sguardo serio, la maturità nel linguaggio, nelle parole che non escono mai a caso. Pensate, pesate e poi restituite. Altri invece, ti basta guardarli da lontano per smascherarli in tutta la loro adolescenza, in tutta quella fragilità che li rende bambini, spaesati, sospesi in un limbo chiamato centro di prima accoglienza per richiedenti asilo. Eccoli i 13 minori stranieri non accompagnati accolti nel campo della Croce Rossa, insieme agli altri 142 migranti, adulti, sistemati sotto le tende. Hanno tra i 16 e i 17 anni e sono fuggiti in solitudine dai propri paesi, perché testimoni di stragi e persecuzioni familiari di cui sono gli unici sopravvissuti, oppure perché uniche speranze di un futuro che possa almeno provarci a diventare più luminoso del passato.
La loro situazione è arrivata anche sul tavolo della Prefettura di Lucca perché, come spiega l'assessore comunale Antonio Sichi, non è possibile continuare a ospitarli nella struttura temporanea di via delle Tagliate. «Per dare loro la migliore soluzione - dice - li abbiamo lasciati nella situazione peggiore, cioè sotto le tende». Una condizione di precarietà che, però, nel giro di un paio di mesi dovrebbe volgere al termine. È notizia di questi giorni, infatti, la pubblicazione sul sito della Regione Toscana dell'avviso a presentare manifestazioni d'interesse per l'attivazione o il proseguimento di progetti dedicati all'apertura di appartamenti per l'accoglienza in autonomia di minori e neo-maggiorenni, approvato con delibera di giunta regionale 84/16. Appartamento per l'autonomia, questo il nome delle nuove strutture residenziali che nasceranno in via sperimentale sul territorio toscano, con l'obiettivo di estendere il quadro dell'accoglienza e indirizzare i minori, dopo una prima sistemazione in presidi di carattere emergenziale (come quello della Croce Rossa), in comunità più leggere e adatte alle loro esigenze. «L'emergenza c'è - ammette Valerio Bonetti, presidente della cooperativa Odissea - A Lucca per il momento i numeri sono contenuti ma in altre città, come Pistoia e Firenze, il fenomeno dei minori stranieri non accompagnati è molto diffuso e presto ce ne accorgeremo anche noi. I minori vanno seguiti in un certo modo, non come avviene adesso». L'idea, valutata positivamente da Palazzo Orsetti, è di attivare due strutture a bassa intensità anche sul territorio provinciale, composte da piccoli nuclei (dieci persone per ogni casa) e dedicate esclusivamente a ragazzi di un'età compresa tra i 16 e i 21 anni. «Si tratta di case più snelle rispetto alle strutture dedicate ai minori stranieri non accompagnati, come la Carlo Del Prete di Lucca dove, al contrario, bisogna rispettare certe planimetrie e una turnazione serrata degli operatori, in servizio 24 ore su 24 - spiega Valerio Bonetti, presidente della cooperativa Odissea - I gruppi appartamento invece, rappresentano la soluzione più facile da realizzare, improntata sull'autonomia: gli operatori dovranno essere qualificati, ma non sarà necessaria una presenza continuativa. Basterà esserci quando i ragazzi si trovano in casa e verificare che vengano rispettati gli impegni, le regole e i vari passaggi previsti nel percorso di accoglienza. Per questo motivo il costo sarà inferiore: a Lucca esiste già un gruppo appartamento e come consorzio So&Co parteciperemo al bando regionale, presentando un progetto condiviso tra le cooperative L'Impronta e Odissea. In questo momento siamo alla ricerca di immobili adeguati per i requisiti previsti dalla Regione Toscana».
Nel 2015 la Regione Toscana ha avviato la sperimentazione di queste nuove tipologie residenziali: al momento sono 13 i progetti avviati, la delibera di questi giorni è funzionale al consolidamento di quelli già esistenti o alla realizzazione di nuovi percorsi. I destinatari sono ragazzi, italiani o stranieri, in difficoltà, in condizione di disagio o nello status di minore straniero non accompagnato. Per quest'ultimi, che siano richiedenti asilo oppure no, il progetto di sperimentazione dovrà legarsi alle attività promosse nell'ambito del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar).
Gli appartamenti per l'autonomia rappresentano la soluzione migliore anche per quanto riguarda il versante costi. A dirlo è la delibera regionale: «Il costo medio giornaliero per ragazzo è di 54,26 euro contro gli 84,01 attribuibili alle comunità per minori operanti sul territorio toscano». Sull'argomento interviene anche l'assessore comunale Sichi. «Dobbiamo vedere fin dove arrivano i fondi ministeriali e regionali ed, eventualmente, erogare la differenza. Possiamo anche valutare la possibilità di prevedere un contributo solidaristico all'interno della Conferenza zonale, affinché i comuni che non ospitano le strutture per minori contribuiscano comunque finanziariamente al loro mantenimento». «Dal tavolo in Prefettura dedicato ai minori - conclude il presidente di Odissea, Bonetti - è poi emersa la necessità di coinvolgere tutti i soggetti del terzo settore e quanti più enti locali possibile. L'ideale è che ci siano soldi a sufficienza per accogliere tutti i minori, inserirli nel gruppo appartamento e trasferirli sotto il progetto Sprar una volta raggiunta la maggiore età».
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