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Lucca

Il Carmine si mette a norma, cantiere aperto a giugno

Il mercato del Carmine
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Il mercato del Carmine

Quasi ultimata la progettazione per l’adeguamento antisismico del complesso e il recupero dell’ex chiesa. Nell’arco di settimane, il bando per appaltare l’opera

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LUCCA. È a uno stato avanzato la progettazione per l’adeguamento antisismico del mercato del Carmine e il consolidamento strutturale dell’area più a rischio, ovvero l’ex chiesa. La stanno conducendo a più mani tecnici dell’amministrazione comunale e professionisti esterni. Per questo la gara per l’assegnazione dei lavori frutto della progettazione a questo punto dovrebbe essere imminente, tanto che Palazzo Orsetti vorrebbe dare il via ai lavori nel prossimo mese di giugno.

La conferma arriva direttamente dal sindaco Alessandro Tambellini. «Prevedo di aprire a giugno il cantiere al Carmine», annuncia infatti il primo cittadino.

Si tratta in realtà della parte più importante dei lavori in vista del bando per la gestione dell’intero complesso del Carmine, che non potrà essere pubblicato prima di aver messo a norma tutta la struttura. La parte di lavori per la quale la Fondazione Cassa di Risparmio ha deliberato un contributo di due milioni e mezzo di euro. L’altro mezzo milione di fondi messi a disposizione dall’ente di San Micheletto è già stata utilizzata per la copertura del camminamento al primo piano e il riadeguamento dei fondi che si affacciano intorno al chiostro.

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Si cerca di far presto, per rimediare ai ritardi sulla tabella di marcia che era stata prevista all’inizio del piano di riqualificazione dell’antico mercato nel cuore del centro storico. In prima battuta infatti il bando per la gestione del Carmine doveva essere pubblicato all’inizio del 2016. A pesare sulla tempistica è stata anche l’incertezza su quale ente avrebbe eseguito la progettazione e i lavori. Per un periodo infatti sembrava che dovesse essere la Fondazione Crl ad accollarseli, in modo da usufruire dei benefici dell’Art Bonus, un rimborso del contributo pari al 65 per cento dell’importo complessivo da parte dello Stato agli enti che si fanno carico del recupero dei beni culturali. È stato poi appurato, tramite un interpello al ministero dei Beni culturali, che il recupero del contributo può avvenire anche se il recupero del bene culturale avviene in modo indiretto, cioè solo finanziandolo e non eseguendolo in prima persona.

A questo punto, con la progettazione quasi a termine, si lavora anche alla stesura della gara per l’affidamento dei lavori. Che non saranno troppo brevi, vista l’importanza dell’adeguamento da apportare al Carmine, sia per le misure antisismiche sia per il consolidamento della chiesa.

Un lavoro imponente ma ad ogni modo “solo” propedeutico al reale rilancio di un complesso in declino da decenni.

Il masterplan con il progetto di destinazione delle aree dell’imponente struttura è già stato presentato e per più parti ripropone quello a suo tempo elaborato durante la passata legislatura.

L’ultima stesura prevede le botteghe alimentari intorno al chiostro, il mercato di filiera corta nella zona est del complesso (quella che si affaccia sulla parte opposta di piazza del Carmine), una struttura di media distribuzione, auspicabilmente non alimentare, nell'ex chiesa, la cui superficie raggiungerebbe i mille metri grazie alla realizzazione di un soppalco. Al primo piano, il settore delle botteghe artigiane e di prodotti tipici. E poi attività di merchandising turistico di qualità e una struttura di accoglienza, un hotel. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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