Il dolore
Green factory, deciderà la Regione
Allarme di chi si oppone all’impianto idroelettrico sulla Lima
BAGNI DI LUCCA. È sul tavolo di un funzionario della Regione l'incartamento alla base della richiesta della società Green Factory di realizzare una centralina per la captazione delle acque sulla Lima, nei pressi di Fabbriche di Casabasciana. La materia è infatti passata a Firenze dopo la riorganizzazione delle Province, e la società genovese attende l'autorizzazione unica per dare il via ai lavori, che pare quasi pronta. Da qui la preoccupazione di chi si oppone all’impianto.
«Mentre noi eravamo in assemblea a Bagni di Lucca – dice Fabio Corsi, portavoce del comitato Salviamo la Lima – i rappresentanti della Green Factory avevano già scavalcato il territorio e il Comune, tirando a dritto per la loro strada senza minimamente curarsi del parere di una popolazione, di una amministrazione e di forze politiche contrarie al progetto. Non ci stupisce il modo di agire della Green Factory, rapidamente passato dalle aperture al confronto a uno scontro durissimo. Noi confidiamo nelle nostre ottime ragioni per opporci a tutela dell'ambiente e dell'economia dell'intera Val di Lima. Ora più che mai è però necessario il pronunciamento del consiglio comunale per dire no all'impianto, come ci ha assicurato il sindaco Betti nell'assemblea. Ecco, ci saremmo aspettati in una convocazione più rapida del consiglio: la Green Factory brucia le tappe, se non ci muoviamo rischiamo di trovarci in una situazione ancora più complicata».
Sperando nelle recenti norme più restrittive per la realizzazione di nuove centraline, il comitato sensibilizzerà subito i rappresentanti del territorio alla Regione, l'assessore Marco Remaschi e il consigliere Stefano Baccelli, chiedendo loro che si schierino con chiarezza contro il progetto della Green Factory. In programma è anche l'invio in Regione di una delegazione del comitato e del territorio per portare sul tavolo dell'ufficio che esamina la richiesta di autorizzazione tutte le controdeduzioni del caso.
Fin da ora il comitato si annuncia comunque pronto a ogni azione e alla mobilitazione, anche sul piano giuridico, per fermare un progetto che a giudizio degli ambientalisti metterebbe una pietra tombale sul turismo fluviale che è ormai componente fondamentale dell'economia della Valle.
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