Il Tirreno

Lucca

Banditi in azione all’ora di cena

di Flavia Barsotti; di Flavia Barsotti
Banditi in azione all’ora di cena

Colpi in una panetteria e ai danni di un tabaccaio Gang e malvivente solitario usano una pistola

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LUCCA. Due rapine all’ora di cena. In una panetteria e ai danni di un tabaccaio che in bicicletta stava rientrando a casa. Due colpi che fruttano complessivamente la miseria di 450 euro, ma entrambi messi a segno con l’uso della pistola. Le rapine sono avvenute nel raggio di 7-8 chilometri. La prima, verso le 19,40, alla «Bottega del Pane» in via dei Babbi a Capannori, la seconda, alle 20,20, ai danni di Pierangelo Giannecchini, 71 anni, titolare dell’omonima edicola-tabaccheria a Borgo Giannotti. Ma se nel primo caso ad agire è stato un bandito solitario decisamente alle prime armi, nella seconda circostanza i malfattori erano in tre e hanno fatto cadere dalla bicicletta il negoziante che ha riportato escoriazioni a un ginocchio.

La rapina di Capannori. Sui 25 anni, carnagione olivastra, sciarpa a coprire parzialmente il volto, il bandito solitario entra nella panetteria di Capannori e si avvicina al bancone dove è rimasta soltanto la titolare. Lì, tremante e decisamente impacciato, mostra una pistola che alla stessa commerciante pare un’arma giocattolo. Vuole i soldi dell’incasso della giornata e la titolare della «Bottega del Pane» apre il registratore di cassa e consegna circa 200 euro. Il giovane malvivente soddisfatto gira i tacchi e si allontana verso Tassignano probabilmente dileguandosi verso i campi. Sul posto giungono i carabinieri di Capannori e quelli del radiomobile, ma del bandito nessuna traccia.

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L’aggressione al tabaccaio. Sono le 20,20 quando Pierangelo Giannecchini dopo aver chiuso la tabaccheria a Borgo Giannotti lasciando i soldi dell’incasso nel locale inforca la sua bicicletta e si dirige verso l’abitazione in via per corte Cassandori che si trova a poche centinaia di metri. Lì nel buio ad attenderlo ci sono tre individui. Uno a volto scoperto e gli altri due travisati. Lo bloccano e gli urlano in perfetto italiano: «Dacci l’incasso». Uno di loro gli punta una pistola. La risposta del tabaccaio è immediata: «Gli ho detto - racconta ancora sotto choc - che non l’avevo. Loro mi hanno accerchiato e hanno cercato di sfilarmi il portafogli dalla tasca dei pantaloni. Non ho fatto in tempo a prendere il denaro che ero per terra. Mi hanno spinto facendomi cadere e a quel punto ho consegnato loro quanto avevo nel portafogli: 250 euro». A quel punto il terzetto è fuggito. «Mi hanno gridato di non urlare mentre mi rialzavo. Sì, ho avuto paura. Quando ti puntano una pistola ti vengono in mente un sacco di cose, poi però cerchi di reagire. Guardi, si sentono tanti discorsi in giro e in tv. Ma giuro che se avessi avuto una pistola stasera avrei sparato e gli avrei fatti secchi. Ero vicino a casa, ma fortunatamente mia moglie e mia figlia non hanno sentito o visto nulla. Altrimenti si sarebbero prese un bello spavento». I banditi sono fuggiti verso un parcheggio nell’immediate vicinanze salendo su una Citroen chiara e dirigendosi verso il centro. Sul posto è intervenuta la squadra Mobile diretta dal commissario Silvia Cascino. Dalle immagini di una telecamera sistemata nella zona gli inquirenti sperano di poter arrivare almeno alla targa della vettura usata dai banditi.

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