Attenzione
Assemblea con il vescovo sulle messe sospese
Con un manifesto il parroco di Vico Pancellorum chiede un confronto ai cittadini denunciando «un clima di sfiducia e di sospetto» all’interno della comunità
BAGNI DI LUCCA. Ma cosa succede a Vico Pancellorum di tanto grave da indurre il parroco a non andare più a dire messa e, addirittura, a convocare un'assemblea in chiesa (domenicai alle 16) alla presenza dell'arcivescovo? È l'interrogativo che gira non solo nel paese, 94 anime a 555 metri di altezza, ma in tutta la Val di Lima dove si commentano in vario modo i manifesti fatti affiggere dal parroco, don Franco Vitali.
Iniziativa che però non è soltanto del sacerdote, dato che al comunicato hanno collaborato anche due parrocchiani, Sabrina Colombini e Ruggero Biagioni, che hanno raccolto anche firme per la partecipazione alla riunione.
«Prendiamo atto – si legge sul manifesto – che in seno al paese esiste un clima di sfiducia e di sospetto. Invece di dire con semplicità la propria opinione, rispettando comunque anche quella degli altri, si preferisce coltivare la diffidenza favorendo così un clima di tensione. Non sappiamo se il paese è cosciente di quello che da troppo tempo sta succedendo e del sussistere di profonde inimicizie che hanno abbassato il livello di convivenza umana».
«Bisogna dunque capire Si legge ancora – che per resistere alle provocazioni altrui è necessario possedere una buona dose di maturità umana che sia acquisisce con esercizio e volontà costante. Ci dispiacerebbe profondamente constatare che la vendetta, figlia del pregiudizio, diventasse la misura della convivenza: invece di placare gli animi la vendetta li esaspera. Ci siamo chiesti se in questa situazione fosse possibile celebrare l'Eucarestia senza offendere ciò che la stessa rappresenta: l'amore. Gesù infatti ha dato la vita perché i discepoli fossero un cuore solo ed un'anima sola. Facciamo appello, in questo anno santo della Misericordia, a deporre lo stile del farsi giustizia da soli, a fare un passo indietro riconoscendo le proprie responsabilità e creare così le condizioni di una pacifica convivenza che restituisca fiducia e serenità. Pertanto proponiamo a tutti gli uomini e donne di buona volontà di ritrovarci in un’assemblea dove poter chiarire, senza pretese di risolvere le situazioni, la gravità del momento attuale per ritrovare il piacere di rispecchiarci nella dignità dell'altro».
Il modo insolito in cui è stata indetta l'assemblea e il contenuto del manifesto sono oggetto di supposizioni e commenti. In paese c'è chi fa rilevare che l'ultima messa è stata detta la domenica successiva all'incendio che distrusse un'auto, episodio che si era ritenuto accidentale, ma su cui ora si sprecano le ipotesi. Anche perché, fanno sempre notare a Vico, dal 2002 a oggi altre auto hanno preso fuoco: una situazione davvero singolare in un paese con così pochi residenti. E, rimanendo nel campo dei roghi, c'è chi va con la memoria anche all'incendio di un locale, sempre nel 2002. Può darsi che i ragionamenti su questa situazione non abbiano fondamento, ma il fatto che nel comunicato si parli più volte di "vendetta", del "farsi giustizia da soli" e del brutto clima che regna a Vico è fonte di preoccupazione. Anche perché non mancano post sui social che fanno rilevare un astio che qualcuno, forse esagerando, assimila a una faida.
Sta di fatto che il parroco, il quale non rilascia dichiarazioni, intende recuperare convivenza civile e serenità per poter tornare a dire messa. Il fatto che all'assemblea sia presente anche l'arcivescovo la dice lunga su quanto delicata sia considerata la situazione.
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