Sicurezza
Liceo musicale, i prof sulle barricate «Rischiamo il posto»
Anche chi insegna da tempo deve partecipare al concorso Esposto in prefettura dei 17 docenti del Passaglia
LUCCA. «Dal prossimo anno scolastico i docenti che hanno contribuito alla nascita e alla crescita dei Licei Musicali perderanno la possibilità di continuare a insegnarci, dopo che il Ministero ha bandito il concorso della Buona Scuola che prevede l'inserimento sulle nuove classi di strumento musicale nei licei, senza riservare alcun posto ai precari storici». Inizia così l'esposto presentato ieri al prefetto da un gruppo di insegnanti del liceo musicale Passaglia di Lucca per denunciare una situazione che definiscono «unica e paradossale nel panorama del precariato».
Con il maxiconcorso del governo Renzi e con l'attuale contratto di mobilità infatti, i docenti storici di strumento rischieranno di non veder confermato il loro posto di lavoro e di non poter garantire la continuità agli studenti che seguono da anni. Una questione che sta lasciando con il fiato sospeso i professori dei licei musicali di tutta Italia e che investe anche il nostro di via della Corticella. Da qui, la necessità di farsi sentire anche da Lucca, non solo con l'esposto, ma anche con una conferenza stampa di fronte alla sede e attraverso i sindacati, oltre che usufruendo dei contatti che lalunno Michele Sarti Magi, attivista del Movimento Cinque stelle, ha con il Ministero dell'Istruzione e con il Parlamento studenti. «Siamo stati selezionati sulla base di alti standard artistici e professionali e abbiamo messo a disposizione tempo e risorse - affermano i docenti Paolo De Felice e Fabio Rogai -. Con il nuovo concorso, a cui dovremmo sottoporci, tutto questo rischia di essere messo in discussione».
Una manovra con un impatto forte sugli istituti stessi, dove per l'anno scolastico 2016/2017 un'alta percentuale del personale potrebbe dover lasciare il posto ai neovincitori. Il concorso infatti, così come è pensato attualmente, a loro avviso, finisce per penalizzare chi, questo mestiere, lo svolge da tempo e che si vede passare avanti soggetti senza esperienza, spesso appena usciti dal Conservatorio, con un punteggio in graduatoria più alto, talvolta grazie ad altri fattori, come la pubblicazione di uno scritto. «Abbiamo investito molto qui, spesso rinunciando ad altre opportunità - continua Fabio Rogai -. Addirittura qualcuno sarà costretto a fare il concorso in regioni diverse dalla Toscana dove non è stata messa a bando la classe di oboe e fagotto». Nella nostra città, il problema riguarda diciassette insegnanti: nove abilitati precari, due senza abilitazione e sei entrati di ruolo sulle medie nella fase C e investe un totale di 170 ragazzi iscritti. A schierarsi dalla parte dei docenti, sono anche i genitori, preoccupati, come gli allievi, di possibili ripercussioni sul percorso scolastico. «Dovrebbero tenere conto del fatto che questi professori fanno lezioni individuali - commenta infatti Andrea Azzurra Melani, studentessa e rappresentante di istituto - con tutto quello che comporta doversi abituare ad un nuovo metodo di insegnamento all'improvviso». La questione si dice essere ancora aperta, ma il tempo stringe perché il 30 marzo scadranno i termini per la domanda di partecipazione. «I sindacati sono seduti al tavolo con il Miur - concludono i docenti - . Chiediamo di essere immessi in ruolo attraverso un concorso riservato».
Flavia Barsotti
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