Kme, l'azienda: false le contestazioni dei sindacati
Replica della Fiom: senza un forno lo stabilimento non sta in piedi
FORNACI DI BARGA. Compie un secolo l'impianto Kme di Fornaci di Barga, in Lucchesia, nato nel 1916 come fabbrica di munizioni per la guerra e poi trasformatosi in impianto per la produzione del rame. Dopo cento anni, lo stabilimento che ora occupa 650 lavoratori, ma con l'indotto dà lavoro complessivamente a un migliaio di persone, è segnato da oltre 200 milioni di perdite a fronte di 150 di investimenti. Due le opzioni ancora all'esame che rendono incerto il futuro dell'impianto del gruppo di Vincenzo Manes: da un lato l'idea, lanciata nell'autunno scorso e tuttora non abbandonata, di una riconversione a 360 gradi con l'avvio di una innovativa agricoltura idroponica, dall'altro il mantenimento della produzione di rame grazie ad una joint-venture con il gruppo Eredi Gnutti, ancora in fase di negoziazione.
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Lo stabilimento lucchese all'attività di fonderia unisce quella dei laminatori e dei semilavorati. Preoccupazione è stata espressa a più riprese dai sindacati Fiom-Fim-Uilm. "Questa situazione genera frustrazione e insicurezza", spiega Mauro Faticanti della Fiom che punta il dito contro la mancata manutenzione. "Se si vuole fare un accordo con Gnutti - dice - non si può non fare manutenzione sulla fonderia". A far temere il peggio è, in particolare, sottolinea il sindacato, l'ipotesi della mancata riaccensione del forno verticale Asarco, considerato il forno più grande d'Europa, fermo da quando si è verificato un incidente. In un'assemblea di mercoledì scorso i lavoratori, attualmente con contratti di solidarietà, hanno ipotizzato la possibilità di organizzare uno sciopero. Un'eventualità che ha provocato una dura reazione dell'azienda.
"Il solo motivo per il quale lo stabilimento non è stato ancora chiuso - si legge in una nota di Kme - è la volontà dell'azienda di salvaguardare l'occupazione. I dati economici avrebbero infatti condotto chiunque a prendere decisioni drastiche". Kme bolla come "false e capziose" le contestazioni sulla chiusura "temporanea di un impianto piuttosto che presunte carenze di manutenzione" e continua a dire che i progetti avanzati sono "tuttora sul tavolo". "Se altri hanno proposte alternative si facciano avanti con responsabilità almeno pari a quella dimostrata dall'azienda invece di lanciare proclami al vento", si sottolinea ancora nella nota. "Sono mesi che si balla sul destino delle persone. Senza un forno lo stabilimento non sta in piedi", ribatte il sindacalista Fiom.
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