La manifestazione
Indagati i genitori della bimba drogata
Notificata l’iscrizione nel registro. Capi di imputazione: lesioni e cessione di sostanze stupefacenti
LUCCA. La procura indaga i genitori della bambina di 14 mesi finita al Meyer per un’intossicazione acuta di cocaina e benzodiazepine. I capi di imputazione sono lesioni e cessione di sostanze stupefacenti e psicotrope. Intanto la bimba resta ricoverata all’ospedale pediatrico di Firenze, sotto lo sguardo dei nonni, a cui è stata affidata nei giorni scorsi dal tribunale dei minori. Non è più in pericolo di vita, ma il decorso è ancora lungo.
Ieri l’attenzione si è spostata a Lucca. In tarda serata i genitori della bimba – la madre è una 22enne casalinga, il padre un giovane operaio – sono entrati negli uffici della questura, in viale Cavour. Sono arrivati separatamente, accompagnati dai rispettivi legali. Ad accoglierli c’erano gli investigatori della mobile, coordinati dal commissario capo Silvia Cascino, che ha notificato loro l’iscrizione nel registro degli indagati con le accuse di cessione di sostanze stupefacenti e psicotrope (articolo 73 del Testo unico sulla droga) e lesioni.
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Nei prossimi giorni i due giovani, entrambi residenti in Lucchesia, saranno nuovamente ascoltati dagli inquirenti. Il fascicolo dell’inchiesta è nelle mani del sostituto procuratore Piero Capizzoto, che per ora mantiene il più stretto riserbo. La questione primaria è capire come la bambina abbia assunto le due sostanze. Nel corso delle perquisizioni nell’abitazione della coppia sono state rinvenute tracce di cocaina sul bancone della cucina. Si tratterebbe di un quantitativo di polvere bianca per uso personale. Ancora da chiarire, invece, la presenza di benzodiazepine nel sangue della piccina: in passato le erano stati somministrati psicofarmaci di tipo anestetico per ragioni curative. Possibile (ma non provato) che vi sia un collegamento tra le due cose.
Dalle risultanze degli accertamenti a cui verranno sottoposti i genitori (in primis gli esami del sangue per capire se facciano uso di droghe) e dalla ricostruzione complessiva dell’accaduto, dipenderà la precisazione del capo d’imputazione. Le lesioni possono configurarsi come colpose o con dolo eventuale. Nel primo caso la colpa consiste in imperizia, negligenza o imprudenza. I genitori, in pratica, avrebbero permesso alla bimba di venire in contatto con la sostanza stupefacente, inalata o assunta per bocca. Il dolo eventuale, invece, è caratterizzato dal fatto che l’evento illecito non costituisce l’obiettivo che persegue l’autore dell’azione (o dell’omissione) e tuttavia è previsto come conseguenza possibile della sua condotta. Sotto l’aspetto psicologico l’elemento che lo caratterizza è l’accettazione del rischio. Intanto la bimba è ancora ricoverata al Meyer, dove si trova da venerdì scorso. Il tribunale dei minori ha disposto che la piccola e la sorellina di 4 anni fossero affidate ai nonni attraverso il controllo delle assistenti sociali.
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