Il dolore
Trasferimento del mercato, congelato il ricorso
Lucca, pochi ambulanti all’incontro di con le associazioni. Che chiedono al Comune di rivedere le convocazioni
LUCCA. Congelato per il momento il ricorso al Tar degli operatori del mercato di via dei Bacchettoni contrari al trasloco a piazzale don Baroni alle Tagliate che, secondo le previsioni dell'amministrazione comunale, dovrebbe essere esecutivo a partire dal 13 aprile o, al massimo, la settimana successiva.
Nella riunione organizzata mercoledì 9 marzo alle 13 a villa Niemack, l'elegante dimora in stile liberty nella strada attualmente sede del mercato ambulante di Lucca, non sono infatti emersi elementi in grado di garantire il ricorso al tribunale amministrativo regionale per chiedere la sospensiva della delibera emessa dal Comune di Lucca nei confronti degli operatori del mercato.
«Purtroppo non c’era l’unanimità, mancavano all'appello parecchie persone e tra quelle presenti aleggiava il timore di trovarsi senza posto nella nuova collocazione», spiega la responsabile di Confesercenti Valentina Cesaretti, presente all’incontro con il direttore di Confcommercio Rodolfo Pasquini, il responsabile del settore mercato per l'associazione di palazzo Sani Nicola D’Olivo e i legali delle rispettive associazioni.
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Per accedere tranquillamente alle azioni legali sarebbe infatti necessario che almeno il 90% degli operatori fossero sulla stessa lunghezza d'onda e nell’incontro di stamani c'era invece odore di rassegnazione mista però a tanta rabbia e alla voglia di procedere con azioni dimostrative nei confronti della giunta comunale.
Si profila dunque uno “sfilacciamento” nelle posizioni degli interessati, sempre più furibondi, ma con l’incertezza per il futuro, qualora rifiutassero di presentarsi alla convocazione per l'accettazione dell'area loro assegnata.
. A questo punto tutto si fa più complicato. «Ma non impossibile - aggiunge Cesaretti -, perché in ballo ci sono ancora parecchie questioni politiche e sindacali da risolvere. Anzitutto proveremo ad aprire un nuovo tavolo con l'amministrazione comunale, nella speranza che si possa trovare un accordo, magari sospendendo la decisione fino alla stesura del nuovo piano del commercio che potrebbe rimettere tutto in discussione. In caso contrario proseguiremo con la protesta, perché gli ambulanti non intendono capitolare di fronte a quella che definiscono un'imposizione che danneggerebbe il loro lavoro e l'economia della città che verrebbe a trovarsi privata di una delle sue tradizioni più antiche».
Le associazioni di categoria incontreranno per decidere nuove strategie, chiedendo anzitutto al Comune di rivedere data e orari di convocazione degli operatori «che sarebbero costretti a lasciare il lavoro per recarsi negli uffici» aggiunge Cesaretti, secondo la quale anche questo significa mancanza di rispetto nei confronti di chi lavora e invece meriterebbe di essere ascoltato, «perché in gioco c'è il futuro di tante famiglie che adesso rischiano di sprofondare in una crisi economica che potrebbe portare gravi conseguenze».
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