Gioco
Kme mobilitata contro la chiusura del forno Asarco
Assemblea dei lavoratori, presto azioni di lotta «Se chiude la fonderia tutto il sito di Fornaci è a rischio»
BARGA. Delusione, voglia di lottare, speranza, ma soprattutto paura del futuro, e la sensazione di dover vivere “giorno per giorno” fino a che l'azienda non farà chiarezza su cosa fare del polo metallurgico di Fornaci. Questi gli stati d’animo contrastanti e convergenti dei 700 dipendenti dello stabilimento sul fondovalle: una confusione che, di fatto, rispecchia il momento dell'azienda. La partecipata assemblea svoltasi ieri all'ingresso dei due turni giornalieri, ha fatto emergere contraddizioni e certezze di questa delicata fase di una trasformazione ancora non avviata. I lavoratori di Kme Italy di Fornaci di Barga, hanno incontrato i rappresentanti sindacali dopo il summit fiorentino che ha messo in luce possibili scenari di chiusura del forno Asarco e il potenziamento del laminatoio come base per le eventuali produzioni della Eredi Gnutti. A condizione, naturalmente, che poi l'accordo con gli imprenditori bresciani vada in porto. Altrimenti, come detto, si partirà con le piante idroponiche.
I dipendenti di Kme denunciano la mancanza di manutenzione dello stabilimento tutto e rilanciano con forza la richiesta di specifici investimenti relativi alle fonderie, al laminatoio e alle lingottiere. L'intenzione, paventata dall'azienda di chiusura della fonderia rame, mette in discussione il futuro stesso di tutto lo stabilimento, ipotesi che deve essere respinta con forza, per evitare di dover dipendere dagli interessi del sito tedesco che attualmente rifornisce i semilavorati di rame allo stabilimento di Fornaci di Barga.
Quindi, avanti con le iniziative di lotta, che saranno definite nei prossimi giorni. Inoltre, l'assemblea ha dato mandato alla RSU e alle organizzazioni sindacali di firmare eventuali ammortizzatori sociali solo nell'ipotesi che sia riconosciuta la maturazione dei ratei di tredicesima. La proposta delle iniziative di lotta è stata approvata a stragrande maggioranza, mentre quella dei ratei praticamente all'unanimità: «Come Fiom - dice Mauro Faticanti, Coordinatore nazionale Fiom Kme - siamo assolutamente contrari a questa ipotesi come lo eravamo nel 2013. Ora come allora diciamo che senza il forno fusorio, il più grande di Europa, non solo si determinano esuberi nell'ambito della fonderia rame, ma tutto il sito di Fornaci, con oltre 600 persone, è assolutamente a rischio visto che dovrebbe laminare billette provenienti da oltre 1000 km di distanza. Oltretutto questa proposta viola l'accordo dell’aprile 2013». Si preannuncia una primavera caldissima, con le minacce di scioperi e altre agitazioni: «Abbiamo avuto pieno mandato dalle assemblee - continua Faticanti -, e ci confronteremo con l'azienda e le istituzioni».
Nicola Bellanova
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