Finanza
Disposta un’altra perizia sull’operaio
Il gup Pezzuti nomina un consulente psichiatrico e il processo slitta al 13 luglio. Donatini in aula resta in silenzio
LUCCA. Dopo più di 11 mesi esce dal carcere di San Giorgio con il cellulare della polizia penitenziaria e percorre a piedi il breve tragitto che lo porta nell’aula dell’udienza camerale. Sguardo assente, barba lunga, maglione beige, jeans e mocassini, Massimo Donatini, 43 anni, l’operaio della Cartiera Lucchese di Porcari arrestato il 7 aprile 2015 per l’omicidio a sangue freddo del suo capo reparto, viene introdotto nella sala d’udienza. Sono le 10,10 e per circa un’ora (il giudice esce alle 11,03) rimane in silenzio accanto ai suo legali, gli avvocati Fabrizio Ungaretti e Ornella Da Tofori. Nell’aula ci sono anche i suoi parenti e quelli della vittima, la moglie, i figli e il fratello di Francesco Sodini, 52 anni, una colonna della Lucart. Due nuclei familiari distrutti dalle manie di persecuzione che hanno portato un giovane padre ha compiere un crimine così efferato. Al termine dell’udienza Donatini viene preso in consegna di nuovo dagli agenti della penitenziaria e ricondotto in carcere. Dove resterà sicuramente sino al 13 luglio, data della prossima udienza davanti al capo dei gip Giuseppe Pezzuti. Nel frattempo i suoi avvocati non presenteranno istanze di attenuazione della misura detentiva (arresti domiciliari). Perché sin dal momento in cui il caldaista della cartiera ha preso coscienza degli avvenimenti e della sua condizione di omicida ha chiesto espressamente di espiare in carcere la pena che il giudice stabilirà al termine del dibattimento.
Super perizia. Proprio perché il vizio parziale di mente riscontrato dallo psichiatra Massimo Marchi nominato dal sostituto procuratore Antonio Mariotti è incompatibile con l’aggravante della premeditazione e avrebbe conseguenze rilevanti sulla pena da determinare, il giudice ha disposto una nuova perizia psichiatrica nominando un consulente di fiducia: il professor Giovan Battista Traverso dell’università di Siena. Lo stesso psichiatra che riconobbe il vizio parziale di mente per Igor Paolinelli che la sera del 17 aprile 2011 a Piazza di Brancoli uccise con sei colpi di pistola l’ex fidanzata. Il docente universitario dovrà riscontrare la capacità d’intendere e di volere dell’imputato, l’esistenza o meno del vizio parziale e se esso è compatibile o esclude l’aggravante della premeditazione.
Nuova udienza. Il giudice ha fissato la nuova udienza con rito abbreviato per mercoledì 13 luglio. Prima di quella data il professor Traverso avrà consegnato la perizia psichiatrica.
Ulteriore sequestro. Il legale di parte civile, avvocato Francesco Lastrucci, ha ottenuto dal giudice il sequestro conservativo di una cassetta di sicurezza in un istituto di credito che appartiene a Donatini. In precedenza lo stesso gip aveva dato l’okay al sequestro, ai fini del risarcimento del danno sino all’ipotetica somma di tre milioni, del trattamento di fine rapporto del caldaista licenziato dalla Lucart per giusta causa, di un immobile e dell’auto privata.
Reo confesso. Donatini, reo confesso, si era formato nella sua mente obnubilata l’idea che il capo reparto, in cui riponeva la massima fiducia, e due colleghi di lavoro lo avevano preso di mira facendogli credere che di lì a poco sarebbe stato licenziato. Il tutto in seguito a voci su telecamere sistemate nel reparto caldaia e alla sparizione di alcuni oggetti che effettivamente l’imputato aveva preso chiedendo il permesso a Sodini.
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