Il Tirreno

Lucca

Patron Bacci a processo per i portafogli “Bulgari”

di Luca Tronchetti
Patron Bacci a processo per i portafogli “Bulgari”

Li avrebbe fabbricati «usurpando» il marchio della nota maison di lusso

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LUCCA. Trecento portafogli fabbricati e messi in commercio usurpando un marchio prestigioso come Bulgari, la società italiana fondata nel 1884 e attiva nel settore del lusso (gioielleria, profumeria, industria, alberhi e logicamente pelleteria), che si è costituita parte civile nel processo.

Guai giudiziari per Andrea Bacci, 55 anni, residente a Reggello, presidente dell’As Lucchese Libertas 1905 e legale rappresentante della ditta AB Florence di Scandicci. L’imprenditore vicino al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e patron della squadra di calcio che milita in Lega Pro, è stato rinviato a giudizio dal gup di Firenze, Fabio Frangini, con l’accusa di fabbricazione e commercio di beni realizzati usurpando titoli di proprietà industriale. Bacci è difeso dagli avvocati Elisa Bardelli e Luca Bisori. Con l’imprenditore fiorentino alla sbarra è finito Guido Bossano, 75 anni, domiciliato a Camaiore e dichiaratamente domiciliato in Svizzera in località Tesserete assistito dall’avvocato Luisa Tamburini del foro di Firenze. Al processo si è costituito parte civile il dottor Francesco Trapani, amministratore delegato della società Bulgari spa e assistito dall’avvocato Riccardo Castiglioni di Milano.

L’imputazione. I fatti risalgono al novembre 2009, ma è pendente da tempo un contenzioso di natura civilistica presentato dalla multinazionale del lusso che contesta anche altri reati. Stando alla procura di Firenze, Bossano quale mediatore e rappresentante di Andrea Bacci e l’imprenditore fiorentino quale legale rappresentante della ditta AB Florence srl conoscendo l’esistenza del titolo di proprietà industriale marchio Bulgari fabbricavano 300 portafogli usurpando di fatto il titolo di proprietà industriale. L’articolo 517 del codice penale prevede che chiunque potendo conoscere dell'esistenza del titolo di proprietà industriale, fabbrica o adopera industrialmente oggetti o altri beni realizzati usurpando un titolo di proprietà industriale o in violazione dello stesso è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a due anni e con la multa fino a ventimila euro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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