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Niente Lopez, la panchina a Galderisi

Niente Lopez, la panchina a Galderisi

Fumata nera nell’incontro della mattina con il mister romano, poi si avvicina l’accordo con l’ex attaccante azzurro

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LUCCA. Lopez non torna, arriva Galderisi. Manca solo l'ufficialità, ma al 99% l'ex allenatore rossonero della scorsa stagione stamani tornerà al Porta Elisa e dirigerà l'allenamento in vista della sfida salvezza con il Rimini in programma sabato alle 17,30 sul terreno amico. La telefonata è arrivata nel primo pomeriggio. A farla il presidente Andrea Bacci dalla sede della sua azienda a Scandicci. Giuseppe Galderisi sarà stamani in Toscana e chiederà un biennale. Se si troverà l’accordo “Nanu” allenerà la squadra già nel pomeriggio. Sfumano così sul nascere le ipotesi Morgia (altro hombre verticale e comunque già impegnato a Rapallo) e Dino Pagliari. Casomai, dovesse sfumare Galderisi, l’alternativa potrebbe essere Luca Prina, ex Virtus Entella.

Certo, nove partite sono decisamente poche per compiere un miracolo. Ma l'intelligenza tattica e l'esperienza del tecnico di origini campane trapiantato a Padova sarà sicuramente un valore aggiunto. Per i soldi non ci sono problemi visto che l’onestà intellettuale e la grande signorilità di Giovanni Lopez che ha lasciato quattro mesi di stipendio da 2.200 euro al club che lo aveva richiamato. E poi la Lucchese recupererà anche i soldi lasciati da Francesco Baldini e dall'allenatore dei portieri Enzo Maurizio Biato, entrambi dimissionari. Galderisi arrivò a Lucca il 17 novembre 2014 dopo l’esonero di Guido Pagliuca. In totale per l'ex bomber di serie A 25 panchine sulla Lucchese con 9 vittorie, 9 pareggi e 7 sconfitte con 10 risultati utili consecutivi all'inizio e poi un calo a salvezza acquisita. Sembrava che il popolare “Nanu“ dovesse restare. La piazza e i giocatori erano con lui. Poi invece il direttore generale Giovanni Galli decise di scaricarlo puntando tutto su Baldini. E fu l'inizio dei guai.

L'hombre vertical. Giovanni Lopez paga la sua coerenza e la sua onestà intellettuale. I padroni del bastimento (la componente fiorentina che detiene l'87% del pacchetto azionario della Lucchese) trovano il modo di impedirne il ritorno. L'ormai ex tecnico rossonero era partito assieme all'amico procuratore Giuseppe Bovise alla volta di Scandicci. L'incontro era fissato alle 10,30 nella sede della pelletteria AB Florence dove ad attendere l'allenatore romano c'erano l'amministratore delegato e patron del club rossonero Andrea Bacci e il suo fedele collaboratore ed amministratore della Coam, Fabio Bettucci. Un’ora per chiarirsi e dirsi addio.

«Non abbiamo raggiunto un accordo - dice Lopez - Mi dispiace soprattutto per i ragazzi che mi avevano mandato sms e volevano tornassi, per la città e per gli sportivi di fede rossonera. Segno evidente che lo spogliatoio non era contro di me come qualcuno aveva evidenziato di fronte ai cronisti. Il primo contatto l’ho avuto nella tarda mattinata di lunedì, mi ha chiamato Bettucci. Sino alle 19 non ho più sentito nessuno. Poi mi ha telefonato Bacci. Quaranta minuti al telefono scusandosi e sostenendo che Galli si era dimesso e invitandomi ad incontralo. Così ieri mattina alle otto sono partito da Roma con l'amico Giuseppe per andare a parlare con il presidente e cercare un accordo».

Se da un lato Bacci e Bettucci si sono cosparsi il capo di cenere scusandosi per l’«inqualificabile comportamento tenuto nei suoi confronti e per i torti ricevuti da parte del direttore generale» (parole riportate da Lopez) dall’altro non si sono mostrati davvero interessati al ritorno del tecnico: «Innanzitutto la lettera di dimissioni di Galli non c’era e mi risultava che il direttore era ancora in sede al Porta Elisa. Poi quando siamo andati a discutere ho chiesto garanzie per il presente e per il futuro ricevendo una serie di no. Educati, ma fermi. E ho capito che non mi volevano quando abbiamo discusso della questione economica. Ha proposto diverse soluzioni: un contratto biennale a salvezza acquisita, un'opzione per l'anno prossimo e alla fine anche un adeguamento dello stipendio. Ma nella trattativa sono arrivati ad offrire 250 euro in più al mese. Un po’ pochino per tutto il veleno che mi hanno riversato addosso. Così dopo un'ora mi sono alzato, ho stretto la mano al presidente e gli ho lasciato i soldi di quattro mensilità. Sono una persona seria: chiedo e pretendo rispetto. A Lucca lascio tanti amici e tante persone splendide. Dispiace per quello che poteva essere e non è stato».

Galli nel bunker. Per ora il potente direttore generale Giovanni Galli resta al suo posto. Ma il tandem Bacci-Bettucci giura, almeno ai componenti di “Lucchese Partecipazioni“ che ne hanno chiesto la testa per il bene del club, che le dimissioni dell’ex portiere di Milan, Napoli e Fiorentina sono cosa fatta. Stamani dovrebbe esserci (il condizionale è d'obbligo) l'incontro chiarificatore a Scandicci tra Bacci e Galli. In quella sede il dg si gioca tutte le sue chances per cercare di rimanere agganciato al treno rossonero.

Ieri mattina era comunque al suo posto nella pancia del Porta Elisa. Ha parlato alla squadra - l'allenamento in vista del match con il Rimini è stato diretto dal tecnico della Berretti, Antonio Niccolai (figlio del grande Communardo, stopper del Cagliari campione d'Italia nel 1970) - come se fosse ancora saldamente in sella annunciando però un incontro con il presidente per chiarimenti sul suo ruolo da oggi sino al termine della stagione. La telenovela continua. Oggi la prossima puntata.

L'ironia del tifoso. Piero Pacini, vicepresidente di Lucca United, in una breve nota dopo il ringraziamento aLopez lancia una proposta irriverente: «Sulla panchina per le restanti 9 partite che ritengo 9 finali credo sia giusto debba sede il direttore generale Giovanni Galli, due volte campione del mondo (Milan e nazionale). Al punto in cui siamo solo il dg che conosce i giocatori per averli scelti uno ad uno può infondere alla squadra quella carica e quella motivazione che la maggior parte dei calciatori sembra aver smarrito. Galli è l'unico che può salvare il salvabile assumendosi così fino in fondo anche la responsabilità di questa stagione tra le più incredibili della secolare storia rossonera».

Luca Tronchetti

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di Redazione web