Finanza
Anatomia, resta il medico per le urgenze
Riunione fiume al San Luca per discutere la centralizzazione dell’attività nelle apuane: il trasloco per il momento è lontano
LUCCA. Riunione fiume per discutere della centralizzazione di Anatomia patologica a Carrara: i tempi per il trasferimento sembrano ancora lunghi, ma per le diagnosi d’urgenza a Lucca ci sarà sempre un anatomo patologo. Ieri pomeriggio all’ospedale San Luca si è tenuta la tanto attesa riunione tecnica tra i membri del reparto, i medici chirurghi e il dottor Andrea Cavazzana, il responsabile del laboratorio che dovrà analizzare e fare diagnosi sui campioni biologici prelevati ai pazienti delle aree di Massa, Versilia e Lucchesia. Dopo le polemiche dei giorni scorsi, l’incontro aveva il compito di fugare dubbi e perplessità sulla riorganizzazione.
Un obiettivo centrato solo in parte, dato che il progetto è tutto da definire: mancano gli anatomo patologi di cui Cavazzana avrebbe bisogno (15 invece dei 10 attualmente disponibili) e anche i tempi del trasloco sono tutti da definire. L’operazione andrà avanti, ma ci vorranno mesi perché si realizzi. Per il momento, dunque, l’Anatomia patologica del San Luca continuerà ad operare come ha fatto sino a ora. «Il dottor Cavazzana – dice il dottor Claudio Sabò, responsabile del reparto lucchese – ha spiegato come intende organizzare il servizio e ha ascoltato le perplessità di chi era presente, soprattutto quelle dei chirurghi. Ha risposto alle obiezioni e accolto i suggerimenti. La centralizzazione non si farà dall’oggi al domani, tant’è che anche la mia sostituzione qui al San Luca è stata garantita (Sabò va in pensione tra poche settimane, ndr)».
Nel corso dell’incontro Cavazzana ha spiegato che l'obiettivo della centralizzazione è garantire un volume sempre più alto di esami, con una maggiore automazione dei processi e una qualità sempre più elevata. Ha illustrato il suo progetto manifestando il massimo rispetto per le attuali esperienze e professionalità ma con una volontà di innovazione che non deve spaventare. «La medicina del terzo millennio - evidenzia - si è avviata verso una specializzazione sempre più spinta per assicurare standard di assistenza sempre più elevati. Pazienti affetti dalla stessa patologia vengono concentrati in Centri nei quali si possa ottenere un significativo miglioramento delle prestazioni erogate in virtù della presenza di professionisti ad essa dedicati a tempo pieno (il professionista che cura più pazienti di una data patologia, diventa sempre più bravo e esperto)».
Il concetto è semplice e applicabile, secondo Cavazzana, a tutte le discipline raccolte nell'area medica e chirurgica. E ovviamente anche al settore diagnostico anatomo-patologico
«Oggi – spiega Cavazzana – la missione dell'anatomo patologo non è più solo quella di emettere diagnosi morfologiche e tempestive ma anche diagnosi sempre più esperte e complete di tutte quelle informazioni anche di tipo genetico-molecolare necessarie per il trattamento. Da qui la scelta, non certo politica ma di qualità di concentrare anche l'attività diagnostica per bacini di utenza più vasti degli attuali per permettere appunto la sub-specializzazione dei patologi stessi (potremmo avere quindi patologi dedicati a tempo pieno per settore di patologia) e un impiego ottimale delle più avanzate tecnologie».
C’è poi il nodo delle estemporanee: quelle analisi fatte in urgenza che l’anatomo patologo deve dare in po chi minuti al chirurgo impegnato in sala operatoria. L’ipotesi che a Lucca questo tepo di lavoro venisse svolto solo da un tecnico è venuta meno: «Tale attività è indispensabile per gli interventi chirurgici e richiede una buona dose di esperienza – spiega Cavazzana – Questa attività deve essere assicurata in tutti i presidi ospedalieri e lo sarà a maggior ragione a Lucca, che è uno dei capisaldi della rete ospedaliera aziendale. Deve inoltre trattarsi di una diagnosi esaustiva e per questo deve essere presente un laboratorio dove vengono ospitate attrezzature dedicate per effettuare indagini in rapidità, in cui deve essere impiegata un'équipe composta di base da un patologo e da un tecnico di laboratorio biomedico. La nuova organizzazione della Asl Toscana nord ovest assicurerà tale funzione con le due figure professionali a disposizione nelle piattaforme chirurgiche che ne programmeranno l'intervento. Inoltre, verrà messa a disposizione del patologo presente la possibilità di consultarsi non solo con eventuali altri due o tre colleghi ma di inviare il vetrino (vetrino digitale) in tempo reale al Centro di riferimento per ottenere eventuale conforto e condividere il proprio parere con tutti gli altri patologi del Centro di riferimento». Infine un cenno alle strutture convenzionate con l’Asl dove si svolgono piccoli interventi chirurgici che necessitano delle estemporanee: è il caso ad esempio di Santa Zita, dove si fanno interventi alla tiroide. «Per le strutture private che con la Asl intrattengono rapporti convenzionali è garantito lo stesso percorso».
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