Sicurezza
Lopez pronto a tornare «Ma alle mie condizioni»
Il tecnico licenziato due settimane fa dovrebbe incontrare il presidente Bacci vuole carta bianca sulla gestione tecnica e chiede di portare un collaboratore
LUCCA. È nella sua casa romana. Pronto ad incontrare (già stamani?) il presidente Andrea Bacci. Ma non disposto e disponibile a scendere a patti pur di sedere di nuovo sulla panchina della Lucchese. Giovanni Lopez è un hombre vertical: la dignità come valore assoluto. Un allenatore se richiamato dal club che lo ha esonerato deve tornare a meno che non decida di rinunciare ai soldi. A cui l’ex difensore del Vicenza - che si aggiudicò nel 1997 la Coppa Italia - non ha mai dato un valore assoluto e imprescindibile. Può anche rinunciare ai 6-7mila euro che dovrebbe prendere da oggi al termine della stagione se al suo ritorno dovesse ritrovare nelle stanze del Porta Elisa quei personaggi che, attraverso maldicenze e false informazioni, hanno confezionato il suo esonero. In una parola: o lui o Giovanni Galli. La frattura è insanabile specie dopo le dichiarazioni del direttore generale che per ammissione di Lopez «voleva incidere ed intromettersi nelle scelte tecniche». «Se vuol fare l’allenatore lo faccia senza pretendere di imporre la sua visione di calcio» ha detto Lopez l’ultima volta che lo abbiamo sentito pochi giorni dopo il suo esonero.
Collaboratore tecnico. L’allontanamento di Galli è forse l’ostacolo maggiore da superare. Perchè l’arrivo di un collaboratore tecnico di sua fiducia (Antonino Praticò, storico secondo e compagno di reparto nel Vicenza di Ulivieri?) appare scontato. Non ne vuol sapere più Lopez di lavorare con Luciano Mularoni, il secondo di Baldini, che gli avrebbe voltato le spalle nonostante la fiducia che gli aveva concesso. È convinto il tecnico romano di poter salvare la nave rossonera che rischia di andare alla deriva. La squadra (eccezion fatta per un paio di calciatori) è con lui e gli ha dimostrato sempre grande affetto e stima incondizionata. Gli ingredienti per poter uscire da questa situazione incresciosa ci sono tutti.
Non alzare l’asticella. L’importante è che Lopez non chieda l’impossibile a una società con qualche difficoltà finanziaria. Lavori come sa fare, cerchi in queste nove giornate che restano di ricreare un clima di serenità, di infondere fiducia all’ambiente e di conquistare prima possibile i punti salvezza. Per parlare di un prolungamento di contratto anche per la stagione 2016-2017 c’è tempo e forse non è questo il momento. La piazza stima Lopez per quanto ha dato e per quanto potrà ancora dare alla causa rossonera. Ma il momento è delicatissimo e alzare inutilmente l’asticella potrebbe creare solo confusione e fornire alibi a chi da tempo li ha esauriti. Ma Lopez è persona talmente seria, equilibrata e competente che saprà parlare con il cuore e con il cervello al presidente rossonero. L’appuntamento è per stamani forse a Lucca, forse a Scandicci. L’ultimo incontro per proseguire insieme o dirsi addio. (l.t.)
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