Il Tirreno

Lucca

Galli si aggrappa al patron

di Luca Tronchetti
Galli si aggrappa al patron

Solo Bacci lo può salvare: i soci lucchesi e i risultati disastrosi lo condannano

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LUCCA. Una giornata particolare. Di silenzio, di riflessione. La decisione sul futuro della Lucchese in questa travagliata stagione è rimandata a stamani, forse ad oggi pomeriggio. I tifosi lo sperano. In una società normale già ieri mattina dovevano essere ratificate le dimissioni del tecnico Francesco Baldini andando verso una soluzione rapida visto che sabato 12 marzo la squadra è chiamata all’ultimo appello: la sfida salvezza al Porta Elisa contro il Rimini. Ma la Lucchese non è una società normale. Da quando Andrea Bacci è al timone del club (maggio 2013) la squadra ha cambiato quattro allenatori (Pagliuca, Galderisi, Baldini, Lopez), alternando tre direttori sportivi o generali (Rosadini, Russo, Galli), tre segretari sportivi (Dianda, Badii e Ghilardi) e due responsabili del settore giovanile (Paolini e Bertacchini). Un autentico caravanserraglio senza soluzione di continuità. Per oggi quindi c’è da attendersi tutto e il contrario di tutto.

Con Galli o senza Galli. Bersaglio della critica e dei tifosi è l’ex portiere Giovanni Galli, sino a 24 ore fa il potente direttore generale della Lucchese capace di fare e disfare e di avere sempre carta bianca. Chi lo ha visto stamani in un Porta Elisa desolatamente vuoto, con il solo preparatore atletico Giuntoli a dirigere l’allenamento in palestra, lo ha trovato pensieroso. Dicono sia amareggiato. Forse si sente tradito dal gesto del suo «pupillo» Francesco Baldini che si è dimesso nella conferenza stampa di domenica sera raccontando, oltre alla colluttazione con il tecnico dei portieri Enzo Maurizo Biato (che erroneamente ha dipinto come collaboratore voluto da Lopez quando invece lo aveva portato Sesia tecnico rossonero per 12 ore), un clima di veleni, di ripicche, di tutti contro tutti all’interno dello spogliatoio. Parole che mettono in un angolo il portiere prestato alla politica che ha lavorato per le società (Foggia, Florentia Viola e Verona) soltanto 5 anni sui 20 che lo separano dal momento in cui ha smesso di volare da un palo all’altro (nel 1996 proprio con la Lucchese in B). Parole che hanno creato un clima di tensione tra la componente fiorentina (Bacci e Coam, 87% delle quote) e quella lucchese (10%) sinora completamente esautorata e tenuta all’oscuro di ogni scelta. Forse, ma il condizionale è d’obbligo perchè con Bacci i colpi di scena sono sempre all’ordine del giorno, siamo all’epilogo di una storia iniziata nell’ottobre 2014 quando il presidente Andrea Bacci decide di sollevare dall’incarico di direttore sportivo Bruno Russo (un’icona del tifo rossonero con le sue 351 presenze nella Lucchese e protagonista del ritorno del club tra i professionisti) puntando forte, grazie alla segnalazione del socio-amico Fabio Bettucci, su un nome conosciuto al grande calcio: Giovanni Galli. L’impatto è positivo anche se i metodi, autoritari specie per chi non è in sintonia con lui, sono poco concilianti. Ha però il merito di ingaggiare gli esperti Mingazzini e Di Masi e nel mercato di riparazione un bomber come Forte che risolve il problema del gol. Azzeccato anche l’arrivo di Galderisi che sostituisce un tecnico sanguigno e amato come Pagliuca e riesce ad entrare nel cuore della tifoseria con i suoi modi garbati e con uno schema di gioco (4-2-3-1) efficace e redditizio.

La metamorfosi. Ma in estate Galli decide di cambiare tutto. Via Galderisi, squadra rivoluzionata e Raicevic che va a Vicenza per Bianconi. Punta su Francesco Baldini, un allenatore alla prima esperienza in Lega Pro e reduce dalla vittoria dei playoff di D con il Sestri Levante. Sogna un calcio offensivo e spumeggiante (4-3-3), ma scommette forte (con biennali e triennali) su giovani e meno giovani provenienti dai dilettanti, da calciatori in cerca di riscatto dopo una retrocessione o da giocatori che l’anno prima avevano collezionato pochi gettoni in Lega Pro. Convince la proprietà che con quei giocatori si possono fare i playoff. Ma la realtà è diversa. La squadra soffre. Il gioco non decolla, il tecnico cambia continuamente formazione e le sconfitte arrivano in serie. Il presidente gli impone il cambio di allenatore. Lui tratta con Sesia (poi finito all’Albinoleffe) e il presidente prende Lopez. Sembra una mossa vincente. Dal penultimo posto la squadra risale sino a metà classifica. L’orgoglioso Galli non si arrende all’evidenza che quella squadra non può aver altre ambizioni che la salvezza. Torna sul mercato e ingaggia 4 elementi, ma a gennaio arrivano tre sconfitte e due pareggi. Le parole di Lopez, che senza illudere nessuno ribadisce che la Lucchese può raggiungere soltanto la salvezza, sono la sua condanna. Viene esonerato e Galli riporta in sella Baldini. La farsa prosegue: la squadra va in ritiro a Coverciano con il tecnico che si nasconde ai cronisti. Ma il cambio non funziona. Emergono i difetti di sempre e la Lucchese rimedia un punto in due partite precipitando sempre più in basso. Stamani Galli parlerà con il presidente. L’ennesimo rilancio o la fine della corsa?

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