Il Tirreno

Lucca

È partito il trasloco delle opere di Salotti

di Rossella Lucchesi
È partito il trasloco delle opere di Salotti

È triste la figlia Ilaria mentre impacchetta sculture e quadri: «Al Del Prete non c’è molto spazio ma la collezione è al sicuro»

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LUCCA. È iniziato ieri mattina il trasloco delle opere del maestro Giannetto Salotti dalla casermetta San Martino: sarà completato nel giro di alcuni giorni. La nuova sede di sculture e dipinti, in tutto oltre mille oggetti d’arte, è un locale all’interno dell’istituto Carlo Del Prete, messo a disposizione dall’amministrazione comunale: un locale dotato di mensole dove esporre le opere, che saranno al sicuro e non a rischio umidità.

Ha le lacrime agli occhi Ilaria Salotti mentre, sopra un bancone nella casermetta San Martino, imballa le opere d'arte del padre per il trasloco. «In queste stanze c'è una vita che verrà sradicata e chissà quanto dovremo attendere perché questo patrimonio artistico possa essere di nuovo fruibile al pubblico», dice con voce rotta dall'emozione, accarezzando una scultura in terracotta di una figura femminile col volto dai lineamenti etruschi.

Muri e pareti della casermetta trasudano di decenni di lavoro. Si percepisce entrando nell'ambiente che per circa vent'anni è stato atelier e laboratorio di Salotti, tra gli artefici del liceo artistico Passaglia dove fu a lungo docente e insignito, tra l'altro, del titolo di Accademico dall'Accademia Tiberina assegnato a celebrità come Alessandro Manzoni. «Affronto il trasloco con una tristezza infinita e quella sensazione di impotenza che mi toglie il sonno», aggiunge Ilaria Salotti.

Il Comune intanto sta studiando l’ipotesi di acquisire l’intera collezione Salotti beneficiando di fondi europei per gli enti locali che comprano opere di arte contemporanea. «Non siamo al corrente di sviluppi di queste intenzioni», spiega Ilaria Salotti.

In attesa di chiarimenti prosegue l'opera di inventario e imballaggio che andrà avanti almeno per una settimana. Sono tante le opere da sistemare: 370 sculture in gesso patinato, terracotta, bronzo, cera e pietra colata, 800 disegni a china, tempera e caffè e 300 dipinti a tempera acrilica. Ci vorrà tempo per collocarli nel locale messo a disposizione nell’istituto Carlo Del Prete. «Non c'è molto spazio, al Carlo Del Prete ma per fortuna non c'è l'umidità che rivestiva la stanza sotto la casermetta del baluardo San Colombano che l'Opera delle Mura ci aveva inizialmente offerto come nuova sede delle opere - prosegue la figlia di Salotti -. Ma non è certo la soluzione ottimale per il ricovero delle opere di mio padre che, se fosse ancora tra noi, morirebbe dal dolore, pensando a come lo ha trattato la sua Lucca che tanto amava».

Una storia tortuosa quella dell'atelier Salotti, iniziata nel lontano 1947 quando per regio decreto e con regolare contratto di affitto, gli fu assegnata la casermetta davanti al Villaggio del Fanciullo che a lungo condivise col collega Scapecchi. Nel 1986 il trasloco nei magazzini della ex Finanza alla stazione per dare spazio agli interventi di restauro della casermetta. Poi i trasferimenti a palazzo Guinigi e in una ex scuola di S. Anna, finché nel 2008 una delibera dell'amministrazione Favilla, firmata anche dall'attuale sindaco Tambellini, gli concesse l'uso della casermetta che sarà occupata dal Teatro del Carretto, uno dei vincitori del bando al quale la proprietà della collezione Salotti non ha partecipato.

Il trasloco, iniziato ieri ad opera delle maestranze del Comune che ha ricevuto in cambio una scultura dell'artista, sarà effettuato da un furgone e le opere saranno trasportate in grosse ceste di plastica, dopo essere state incartate e protette una a una nei blister. «Quando donammo - conclude Ilaria - due sculture al museo Mazziniano di Genova e al polo museale di Codogno Lodi furono inviati camion con casse speciali per opere d'arte». Questa volta però il viaggio è molto più breve: non centinaia di chilometri ma poche centinaia di metri.

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