Il Tirreno

Lucca

Consultorio a singhiozzo, scoppia la protesta

di Federica Scintu
Consultorio a singhiozzo, scoppia la protesta

La vicepresidente della Città delle donne: «Impossibile applicare la spirale in una struttura pubblica»

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LUCCA. Un consultorio che c’è e non c’è, dove chi intende utilizzare la spirale come metodo contraccettivo è costretta a rivolgersi alle strutture pubbliche di Pisa o di Barga, dove i servizi vengono garantiti a singhiozzo, di difficile accesso non solo per la fascia oraria di apertura al pubblico (esclusivamente la mattina) ma anche perché sembra mancare, da parte dei cittadini, la consapevolezza che un consultorio a Lucca esista davvero.

È questo il quadro che l’associazione Città delle donne fa del servizio consultoriale offerto a Lucca. «Non è possibile - dichiara Annamaria Medri, vicepresidente dell’associazione - che al consultorio di Lucca non sia possibile mettersi la spirale. Per farlo senza andare da un ginecologo privato, è necessario rivolgersi alle strutture pubbliche di Barga o di Pisa perché nel nostro consultorio viene considerato un “metodo contraccettivo desueto”. Ma ci sono donne che la pillola anticoncezionale non possono prenderla per motivi di salute». Spostato dalla sua vecchia sede in viale Giusti, il consultorio si trova ora alla Cittadella della Salute, edificio B, secondo piano. E per la sua riapertura e il suo regolare funzionamento, che prevede non solo l’assistenza in tema di aborto o contraccezione, come spesso si è portati a pensare ma anche quella di tipo psicologico e sociale, c’è un’associazione, quella della Città delle donne, che da anni porta avanti una battaglia affinché sul territorio ci sia una struttura pubblica in grado di garantire tutti questi servizi. Una battaglia cominciata nel 2008 che finora non ha portato a tante vittorie, come raccontano la presidente Gabriella Fenili e la vicepresidente Annamaria Medri, che però, tramite l’associazione, continuano a lavorare per tentare di perseguire il loro obiettivo: quello di riportare un servizio importante ed essenziale in città in modo da garantire a tutti il fondamentale diritto alla salute. Va precisato che a Lucca è presente anche il centro socio sanitario di Sant’Anna che fornisce servizi di ginecologia ed ostetricia ma che non può essere considerato un consultorio visto che mancano appunto altre figure come quella dello psicologo e dell’assistente sociale. Sempre per completezza è bene anche specificare la definizione di consultorio come stabilita dalla legge 405 del 1975 che li ha introdotti in Italia, ovvero, «strutture socio – sanitarie, pubbliche o private convenzionate dell’Asl nate per rispondere ai vari bisogni della famiglia, della donna, della coppia, dell’infanzia e dell’adolescenza. Le attività e i servizi sono organizzati secondo il lavoro di équipe ove con quest’ultimo termine si intende un gruppo di professionisti specializzati in vari settori che collaborano al fine di aiutare tutti i cittadini a far fronte ai loro bisogni e a garantire la tutela della salute». «L’ultimo convegno organizzato dalla Città delle donne in collaborazione con la commissione Pari Opportunità di Lucca il 9 maggio del 2015 - spiegano Fenili e Medri - si è concluso con l’impegno da parte dell’Asl di realizzare una struttura coerente, che non fosse solo un insieme di ambulatori bensì un’équipe medica-psicologica con la presenza di un assistente sociale. In più era stato stabilito di facilitare l’accesso al consultorio con orari di apertura differenziati che prevedessero l’apertura anche al pomeriggio per agevolare i giovani che la mattina vanno a scuola. Tutto questo però alla fine del 2015 non era ancora stato realizzato nonostante ci siano, da quel che sappiamo, i finanziamenti necessari per poterlo fare». Una situazione che secondo l’associazione si è fatta ormai insostenibile e che rende Lucca una città non certo all’avanguardia da questo punto di vista. Tanto che dalle parole l’associazione è passata ai fatti. «Per due mesi abbiamo messo in piedi un mail bombing nei confronti dell’Urp e dell’Asl - spiegano ancora Fenili e Medri - per evidenziare mancanze ed errori di informazione. Alla fine l’Asl ha modificato il proprio sito nella sezione del consultorio riprendendo, a nostro avviso, il documento prodotto dalla nostra associazione che peraltro richiama i contenuti dovuti per legge. Ora verificheremo che quanto scritto sul sito della Asl venga realmente fatto anche perché a oggi sappiamo che il servizio continua a non funzionare come dovrebbe».

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