Il Tirreno

Lucca

Anche il Comune dice no alla centralina

di Emanuela Ambrogi
Anche il Comune dice no alla centralina

Illustrata la mozione che verrà messa ai voti. Consiglio aperto super partecipato: teatro Accademico vicino all’esaurito

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BAGNI DI LUCCA. Saranno la Provincia e l'Autorità di Bacino a dare il via libera alla nuova centralina sulla Lima, di impatto più che consistente, contro la volontà non solo della popolazione della Valle, ma anche dell'amministrazione comunale? È il nodo che resta da sciogliere dopo il consiglio straordinario aperto di venerdì sera al teatro Accademico, come aveva chiesto il comitato "Salviamo la Lima", che contro la nuova opera aveva già raccolto centinaia di firme. Le slide proiettate dal comitato per far toccare con mano ai cittadini la portata del progetto (l'ultimo di una serie) presentato dalla Green Factory, che vuol realizzare la presa per produrre energia e commerciarla, hanno colpito i presenti che affollavano il teatro.

C'erano non solo gli operatori che organizzano discese in gommoni e canoe, o escursioni nel Canyon Park, ma anche imprenditori delle aziende turistiche, del commercio e della ristorazione, oltre a tanta gente comune. Devono averlo capito anche quanti, tra gli amministratori e i politici, finora avevano tentennato e tergiversato, cercando di dare un colpo al cerchio e uno alla botte. Tanto che l'amministrazione e la maggioranza che la sostiene avevano preparato una bozza di mozione in cui il consiglio comunale è chiamato a dire no alla centralina, per evidente carenza di interesse pubblico e per il danno che porterebbe a un ambiente che è la risorsa primaria per Bagni di Lucca e l'intera valle.

Ora la mozione sarà portata in votazione nella prima riunione del consiglio ed è destinata ad ottenere i voti non solo della maggioranza, ma anche dei gruppi di opposizione. I consiglieri Umberto Bartoli e Carlo Giambastiani hanno criticato il sindaco per il ritardo con cui ha convocato il consiglio e per la sostanziale inerzia mostrata finora, ma sembrano cadute le riserve sulla dannosità del progetto. Il sindaco Massimo Betti respinge ogni accusa, ricordando di aver più volte affrontato la questione, convocando tutte le parti perché esprimessero le proprie valutazioni e si confrontassero, una prassi che punta sulla partecipazione e la democrazia a cui Bagni di Lucca non era abituata.

Secondo il comitato, mancava un atto preciso che dicesse no. Ora arriverà almeno la mozione, un atto politico e non un diniego in via amministrativa. Ma i portavoce del comitato, Leonardo Di Sacco e Fabio Corsi, si dicono soddisfatti: «Ora aspettiamo il voto del consiglio, che comunque sarà utile per contrastare le decisioni della Provincia e di altri enti che dovessero dare l'ok al progetto della centralina. Siamo consapevoli che la battaglia non è ancora vinta, ma contiamo sull'appoggio di cittadini e amministrazione».

Corsi ricorda anche la devastazione già subita dal corso della Lima e dai suoi affluenti: ci sono già 34 centraline, con danni enormi per il contesto ambientale e per la pesca, di fatto sparita in molti punti che restano spesso a secco. «Nel 2015 - aggiungono i rappresentanti del comitato - abbiamo portato sul territorio 15.000 presenze richiamate dal rafting, dal parco e dalle escursioni nella natura. Sono arrivati turisti anche da America e Nuova Zelanda, appassionati che qui trovano una concentrazione di attività del turismo fluviale raramente concentrate in un ristretto ambiente naturale. Vogliamo che tutto questo sia cancellato da uno sbarramento con presa laterale che occupa una superficie di 224 metri quadri, in un tratto scavato nell'alveo della Lima che, in quel punto, somiglierebbe più a un'autostrada che a un fiume?». Senza dimenticare, dice il comitato, che a fronte dei guadagni dei privati, al Comune andrebbero pochi spiccioli.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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