Attenzione
Analisi a Carrara tempi più lunghi per i referti
Il trasloco di Anatomia patologica fa discutere Sabò: «Macché miglioramento, scelta politica»
LUCCA. «Migliorare il servizio? Non prendiamoci in giro: se l’Asl vuole centralizzare l’attività dell’Anatomia patologica a Carrara per ragioni politiche lo faccia pure, ma non raccontiamo storie dicendo che i tempi di attesa diminuiranno e che le analisi saranno migliori. Questo reparto è uno dei fiori all’occhiello del nostro territorio». Il dottor Claudio Sabò non usa giri di parole per esprimere il suo pensiero sul ventilato trasferimento dell’attività dell’anatomia patologica da Lucca a Carrara, dove verranno svolte tutte le analisi sui campioni biologici provenienti dai territori delle vecchie Asl di Massa Carrara, Versilia e Lucca. Ad esempio biopsie ed esami istologici utili a capire se i tessuti prelevati ai pazienti sono stati (o meno) attaccati da un tumore.
Di centralizzare il servizio in un’unica sede si parla già dal 2013, ma ora l’idea torna prepotentemente sul tavolo: l’8 marzo ci sarà una riunione tecnica con il personale del reparto. Sarà presente il dottor Andrea Cavazzana, che dirigerà la struttura di Carrara e spiegherà ai lucchesi come intende organizzarla.
Non si può certo dire che la novità, per come è stata presentata dall’azienda, sia stata ben accolta dal personale dell’Anatomia patologica del San Luca. Qui lavorano 3 medici anatomo patologi, 5 tecnici e una biologa. «Siamo un reparto che esiste dagli anni '70 – spiega il dottor Sabò, che lo dirige da 14 – Abbiamo una storia importante e ancora oggi facciamo analisi su circa 13mila campioni biologici prelevati ai cittadini dell’ex Asl 2: per ogni caso eseguiamo diversi tipi di esami. I tempi di consegna degli esiti sono tra i più bassi della Toscana, lo può chiedere tranquillamente ai medici chirurghi del San Luca: le biopsie più semplici le consegniamo in meno di 48 ore mentre le analisi più complicate in una settimana o poco più. In altre aziende ci mettono tra i 20 e i 30 giorni. Sono tutti dati documentabili. Per questo – conclude il medico – mi arrabbiò quando sento dire che il servizio migliorerà: dicano piuttosto che quella di Carrara è una scelta politica».
Il dottor Sabò, che l’anno prossimo andrà in pensione e quindi si sente libero di parlare, è scettico anche sulla riorganizzazione delle cosiddette estemporanee, le analisi fatte sui campioni prelevati dai chirurghi in sala operatoria, il cui esito arriva in 20-25 minuti e serve al medico operante per capire come comportarsi nel prosieguo dell’intervento. L’Asl ha spiegato che questo genere di servizio continuerà a esser svolto a Lucca grazie alla presenza di un’équipe dedicata. Ma stando alle voci che sono arrivate nel reparto le cose cambieranno – e molto – anche su questo fronte: «A quanto sappiamo – spiega Sabò – qui non resterà alcun anatomo patologo. Le estemporanee saranno fatte da un tecnico: in pratica, il chirurgo dovrà prelevare il frammento di tessuto e congelarselo da solo, cosa che prima facevamo noi. A quel punto un tecnico lo taglierà e mostrerà per via telematica l’immagine alla sede di Carrara, dove un altro dottore la valuterà dallo schermo. Non mi pare che un servizio di questo tipo possa rappresentare un miglioramento. Inoltre, verrà meno quell’interscambio continuo che c’era tra noi e i clinici: un confronto utile anche ai fini di una corretta diagnosi».
Infine, c’è la questione delle case di cura convenzionate (Santa Zita e Barbantine) al cui interno si svolgono piccoli interventi chirurgici (ad esempio quelli sulla tiroide). Fino a ora queste strutture utilizzavano l’Anatomia patologica del San Luca per le estemporanee: il frammento prelevato veniva portato in auto al reparto dell’ospedale e dopo pochi minuti i medici comunicavano l’esito via telefono, in modo che il chirurgo potesse completare l’intervento. «Mi domando cosa accadrà adesso – spiega Sabò – Le case di cura non hanno la strumentazione per avvalersi della telerefertazione e dato che il nostro reparto verrà smantellato non so come potranno regolarsi».
Insomma, lo spostamento a Carrara dell’attività ordinaria dell’Anatomia patologica porterà con sé grandi cambiamenti. I medici del reparto dovranno essere trasferiti o riassegnati ad altri incarichi (a parte Sabò che andrà in pensione) mentre i tecnici e la biologa attendono di conoscere la loro sorte. L’8 marzo, dopo la riunione con Cavazzana, se ne saprà di più. Anche sui tempi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
