La manifestazione
«Tutti in consiglio per la Lima»
Stasera l’assise per parlare della centralina di captazione
BAGNI DI LUCCA. Tutti in consiglio comunale stasera (4 marzo) per ottenere dalla giunta non parole, ma un atto chiaro che respinga la richiesta di realizzazione di un altro impianto di captazione delle acque sulla Lima.
È l'appello che il comitato "Salviamo la Lima" rivolge alla popolazione, chiedendo al tempo stesso che l'amministrazione comunale esca dall'ambiguità e scriva in un atto formale il suo no alla richiesta di autorizzazioni. Secondo il comitato infatti il progetto è uno scempio che infierirebbe un durissimo colpo all'ambiente, primaria risorsa di attrazione per il turismo che è la prima economia di Bagni di Lucca.
«Il consiglio di stasera - dice Liano Picchi a nome del comitato - che si terrà al Teatro Accademico alle ore 21, aperto alla popolazione, è fondamentale per le sorti future del nostro territorio. Una società di capitali con sede a Roma, il cui presidente vive in Tunisia e l'amministratore delegato a Genova, vuol venire a Bagni di Lucca per realizzare una centrale idroelettrica sul Lima, deturpando la sola ricchezza rimasta: l'ambiente. Abbatteranno alberi, altereranno il corso delle acque, snatureranno il greto del torrente con una colata di cemento e centinaia di metri di tubi di acciaio per non portare nemmeno un solo posto di lavoro, danneggiando irrimediabilmente invece le speranze di sviluppo turistiche dell'intera vallata».
Il comitato, forte delle centinaia di firme raccolte contro il progetto, si augura quindi che "tutti i membri del consiglio deliberino contro questo scempio, cercando di arginare l'enorme danno che una Provincia distratta, anzi in quest'occasione ostile addirittura, rischia di arrecare al nostro territorio, con un parere favorevole alla costruzione della centrale. Una Provincia gravemente assente che ha già lasciato realizzare alla Provincia di Pistoia nel totale silenzio un devastante impianto di trattamento rifiuti al suo confine, ammorbando così il paese di Lucchio e a poca distanza un'altra presa d'acqua che ha disseccato per chilometri il torrente. «Se interverrà numerosa, la popolazione capirà i clamorosi e incredibili retroscena che stanno dietro a questo affare, ma sopratutto farà capire agli amministratori che ha a cuore le sorti della nostra terra e ricorderà a tempo debito l'operato in sua difesa o meno». Per il comitato, la vallata, nel pieno della crisi occupazionale «ora rischia di vedere affossarsi anche le uniche possibilità di riscattarsi grazie alla sua vocazione turistica. Al turista verde che ama i piccoli borghi, che apprezza la pesca, o semplicemente che predilige rilassarsi in un discreto bed and breakfast lungo le rive di un torrente, non resterebbe che offrirgli un greto secco».
Emanuela Ambrogi
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