Trasporti
Scuole, giardini e strade ecco cosa è stato fatto
A un anno dalla tempesta la maggior parte degli interventi sono completati Il bilancio dei Comuni di Lucca e Capannori, dove i danni furono ingenti
LUCCA. Fu una notte di terrore quella tra i 4 e il 5 marzo del 2015. Una notte che portò morte e devastazione in Lucchesia, con una tempesta di vento feroce e implacabile, in grado di sradicare alberi e scoperchiare tetti, di portarsi via cipressi “monumentali”, di ledere un patrimonio culturale e artistico dal valore inestimabile.
A un anno da quell’incubo molte cose sono state fatte: restauri, interventi e manutenzioni hanno permesso alle strutture danneggiate di tornare a funzionare, a quelle più di pregio di tornare a risplendere. Ma non tutto poteva essere salvato. Purtroppo.
A darci il polso della situazione sono i numeri che spiegano meglio di qualsiasi altro indicatore la portata catastrofica dell’evento. Stime sommarie che fanno riferimento quasi esclusivamente alle segnalazioni dei cittadini. Solo nel Comune di Lucca ci furono danni alle abitazioni per oltre 600 mila euro, più di 400 mila euro di danni ai giardini comunali e a tutto ciò che è di pertinenza del Comune, oltre 200 mila alle imprese, più di 150 mila euro di danni ai veicoli (non coperti dagli indennizzi della Regione). Poi le strade, anch’esse devastate.
«Per riaprire le viabilità pubbliche interrotte - spiegano dal Comune di Lucca - abbiamo speso circa 210 mila euro per la rimozione degli alberi, per il ripristino dei corpi stradali franati e per eliminare le piante più pericolose poste a margine della strada». A essere più danneggiate furono alcune strade collinari nelle ex circoscrizioni 6 e 8 anche se per fortuna, nel territorio comunale di Lucca, non fu necessario evacuare abitazioni. Critica la situazione anche nella parte nord ovest (ex circoscrizioni 8,7,5) e la parte nord della ex circoscrizione 4. «L’ufficio della protezione civile - spiegano ancora dal Comune - ha speso 7 mila per le prime spese di soccorso mentre la Regione Toscana ha erogato 11.130 euro per contributi straordinari a favore di privati aventi diritto».
Ad avere bisogno di interventi di manutenzione furono anche le scuole e le palestre del Comune di Lucca. La situazione più critica fu quella della palestra della scuola primaria e dell’infanzia di Ponte a Moriano: la copertura venne letteralmente spazzata via dal vento e per il suo ripristino sono stati necessari 110 mila euro. Ma la tempesta di vento ha reso necessaria anche una maggiore attenzione nei confronti degli alberi, sul loro stato di salute certificato da censimenti in grado di stabilire quale sia il loro livello di sicurezza. La tempesta di vento infatti, fu certamente un evento meteorologico straordinario ma portò anche alla luce criticità legate alla carenza di controlli e verifiche delle piante arboree. E a un anno dalla furia, anche il Comune di Capannori fa il suo bilancio di ciò che è stato fatto. Gli interventi in totale ammontano a oltre 500 mila euro con danni importanti alle scuole ma anche alla rete stradale, agli impianti elettrici e semaforici, ai giardini pubblici e ai cimiteri. In tutto furono sedici le strutture scolastiche danneggiate nel territorio comunale di Capannori. A essere lesionati furono soprattutto i tetti e per ripararli sono stati necessari oltre 140 mila euro. Problemi seri anche ai giardini pubblici e alle aree adibite ai parchi gioco: per ripristinarli sono stati necessari poco meno di 100 mila euro. Poi i cimiteri con danni rilevati in quelli di Marlia, Segromigno in Monte, San Colombano, Camigliano, Segromigno in Piano e Capannori: la spesa totale, in questo caso, è stata di 83 mila euro.
Ma la lista purtroppo non è ancora terminata. A essere in assoluto più colpita infatti, fu la rete stradale del Capannorese, sulla quale caddero centinaia di alberi. Da via Carlo del Prete a via del Rogio, si contano una trentina di strade dalle quali fu necessario rimuovere le piante abbattute dal vento e in alcuni casi anche riparare le banchine danneggiate per una spesa totale che supera i 150 mila euro. Un bollettino impressionante di interventi, per buona parte finanziati dalla Regione Toscana. Un bollettino, che a un anno di distanza, ci riporta alla devastazione di quel 5 marzo 2015.
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