Il dolore
Le ferite ancora aperte nei gioielli della Piana
Villa Torrigiani ha bisogno di interventi costosi tanto che la proprietaria ha chiesto aiuto alle istituzioni, rimesso in sesto il giardino di villa Reale
CAPANNORI. La bufera di vento ha spazzato via anche una parte della storia. Alberi secolari, dal valore inestimabile, che hanno raccontato secoli di nobiltà, teste coronate e paesaggi da cartolina.
Una tempesta, quella che si è scatenata nella notte tra il 4 e il 5 marzo dell'anno scorso nella zona nord del Capannorese, che ha abbattuto decine di alberi, causando danni ingenti al patrimonio delle piante storiche che adornano giardini e parchi delle ville e dimore storiche della Lucchesia.
A distanza di un anno i segni della tempesta sono ancora evidenti. Nel parco di villa Reale un centinaio di alberi, tra cui un cipresso di circa 300 anni e un grande cedro del Libano, non hanno resistito alle raffiche di vento eccezionali.
La nuova proprietà ha iniziato a piantarne di nuovi, ma ci vorrà tempo per vederli crescere. Il famoso viale dei cipressi che conduce a villa Torrigiani a Camigliano, paragonato per la sua bellezza a quello di Bolgheri, non è ancora tornato lo stesso. Lo "tsunami" di vento l'ha devastato e stravolto. Sempre bello, ma ferito.
Una sessantina di cipressi secolari che costeggiano il viale, ancora mancano all'appello. Falcidiati dalla furia del vento in quella notte, che fece cadere anche alcuni antichissimi lecci all'interno del parco della storica dimora. E che per puro caso hanno solo sfiorato le statue presenti nei giardini della "Versailles" della Piana.
Danni consistenti ci furono anche in altre ville lucchesi. Un danno ambientale e storico. Una storia che i proprietari delle ville hanno provato a ricostruire, rimboccandosi le maniche e facendo i conti con costi molto elevati. Difficile calcolare l'ammontare della spesa andando di là delle stime.
«Come si può calcolare il valore economico di un cipresso secolare? - dice Donna Vittoria Colonna Di Stigliano, proprietaria della villa Torrigiani e presidente dell'associazione ville e palazzi lucchesi - il danno paesaggistico e ambientale è incalcolabile, oltre a quello storico e certamente economico». Nella villa Torrigiani i segni più evidenti sono stati quelli sul viale dei cipressi e alla lecciaia. La presidente dell'associazione palazzi e ville lucchesi, pochi giorni dopo la catastrofe, ha messo a punto un dossier con schede e immagini che documentano i danni subiti dalle dimore storiche a causa della tempesta. L’ha presentato al Comune di Capannori e al sindaco Luca Menesini affinché potesse sollecitare «un intervento della Regione per quella che è stata una calamità naturale e aiutare i proprietari delle ville a salvaguardare patrimoni storici che il mondo ci invidia». A quanto pare però, aiuti concreti non sono ancora arrivati e per quanto riguarda il bando per ottenere un risarcimento nel caso «delle ville storiche la pratica è complessa», sottolinea Colonna Di Stigliano, ricordando come negli anni Novanta la Regione decise di intervenire per curare la malattia che aveva colpito i cipressi del famoso viale.
Da quella tempesta in un certo senso è rinata invece la seicentesca villa Reale di Marlia, la perla delle ville storiche lucchesi, una delle più celebri d'Italia, già residenza ufficiale della sovrana di Lucca e sorella di Napoleone Bonaparte Elisa Baciocchi dai primi dell'Ottocento, poi fino ai conti Pecci Blunt e alla nuova proprietà che l'ha acquistata proprio nel marzo scorso. Una rinascita a partire dal parco di 19 ettari, dove gli alberi più piccoli sono stati salvati e rialzati, mentre è già iniziata la piantumazione di nuove piante (soprattutto lecci). «I danni alle strutture sono stati limitati, ma abbiamo perso alberi bellissimi», dicono dalla proprietà. In tutto il vento ne ha abbattuti oltre cento, una trentina secolari. La "cortina" verde oltre il muro di cinta è sparita. Per fortuna è stato possibile restaurare la bellissima statua del XIV secolo travolta da un albero. Il parco ha riaperto un mese dopo la bufera, poi chiuso per interventi di riqualificazione e da martedì di nuovo aperto alle visite. Ma le motoseghe e le ruspe delle squadre di giardinieri sono ancora al lavoro. Mentre in via Carlo Del Prete, su cui si affaccia la villa, si sono da poco conclusi i lavori di messa in sicurezza degli alberi danneggiati dal vento che rappresentavano una minaccia per le case a pochi metri dal muro di cinta della villa. Alcune piante più instabili a causa della forza dei tronchi erano infatti finite addosso ad alcune abitazioni.
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