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Lucca

In manette lo spacciatore-pendolare

In manette lo spacciatore-pendolare

Ogni giorno faceva la tratta Livorno-Lucca: per la polizia aveva il monopolio dello smercio di eroina

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LUCCA. Come un qualunque lavoratore fuorisede, ogni mattina andava alla stazione per prendere il treno che da Livorno arriva a Lucca. Ma quello che lo portava nella città dell’arborato cerchio non era un impiego comune, bensì un business stupefacente. Che è andato in fumo quando gli investigatori gli hanno messo le manette ai polsi. Ieri mattina gli agenti della sezione antidroga della Mobile, diretti dal commissario capo Silvia Cascino, hanno arrestato Wissem Talbi, il ras dell’eroina: secondo la polizia il 19enne tunisino deteneva il monopolio dello spaccio a Lucca.

Questo pendolare del crimine ogni giorno prendeva il treno che da Livorno arriva a Lucca e quando trasportava la droga chiedeva un passaggio a qualche cliente affezionato, che si prestava con la speranza di avere in cambio una dose.

Quasi ogni giorno Talbi cambiava zona di spaccio per agire indisturbato e ai clienti che lo contattavano telefonicamente (almeno 30 al giorno), indicava il luogo in cui lo avrebbero trovato. Diverse le località di spaccio interessate: Moriano via per Corte Cioni, Brancoli via per san Giusto di Brancoli, San Macario in Monte via della Chiesa XXII, Pieve Santo Stefano e Montuolo. Gli investigatori stanno cercando di capire se fra i suoi clienti ci fosse anche il 39enne di San Michele in Escheto morto qualche giorno fa per un overdose: al momento pare che non fosse Talbi a rifornirlo.

Il 1° marzo il tunisino sceglie una nuova località come teatro dei suoi affari: un posto al confine tra Lucca e Pisa, nelle zone boschive tra Cerasomma, Montuolo e Filettole-Riprafatta. Qui, vicino a una piccola cascata sul greto del Serchio, vende la droga ai suoi clienti: quasi tutti uomini tra i 30 e i 40 anni, in maggioranza operai, anche se non mancano i liberi professionisti della zona. Il tran-tran dello spaccio è sempre lo stesso: le auto fiancheggiano l’argine, si fermano per un momento e ripartono subito dopo lo scambio. Per gestire meglio lo smercio il pusher si avvale di un aiutante, un 17enne marocchino. Lo sballo è a buon mercato: 20 euro a dose. In poche ore la scorta di Talbi va esaurita e alle 17.30 i due spacciatori si dirigono verso la stazione di Ripafratta per fare ritorno a casa. Qui scatta il blitz delle forze dell’ordine: alla vista degli agenti i malviventi tentano la fuga salendo sul treno che a quell’ora raggiunge San Giuliano Terme. Ma gli uomini della Mobile non si lasciano seminare e si gettano sul convoglio prima che riparta.

Il 17enne marocchino è stato denunciato alla Procura dei minori e affidato alla Caritas: nelle scarpe nascondeva 700 euro. Wissem Talbi è stato arrestato e condotto in carcere in attesa di udienza di convalida. Dovrà rispondere del reato di spaccio aggravato dall’essersi avvalso della collaborazione di un minore. (g.p.)

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