Il Tirreno

Lucca

Trovate tracce di cocaina nella casa della piccina

di Luca Tronchetti

Ora è fuori pericolo la bimba di 14 mesi ricoverata da venerdì al pediatrico Mayer Ma procura e polizia vogliono capire come ha ingerito la sostanza stupefacente

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LUCCA. Tracce di cocaina sarebbero state rinvenute dalla squadra Mobile nell’abitazione dove vivono i genitori della bimba di 14 mesi che da venerdì scorso è ricoverata all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze a causa di un’intossicazione acuta da cocaina e benzodiazepine. Una giovane coppia residente in Lucchesia - la mamma ha 22 anni è casalinga (il babbo non ancora trentenne lavora regolarmente) e in questi giorni è rimasta accanto alla bimba giorno e notte - si trova al centro di un’indagine aperta dalla procura per capire i motivi che hanno portato la piccina, che gattona appena, ad ingerire quelle sostanze tossiche e pericolose. Gli inquirenti vogliono capire se si tratta di un episodio di natura colposa o se c’è dell’altro. C’è di mezzo la vita e lo sviluppo di una bambina e quindi anche la capacità genitoriale della coppia. L’unica buona notizia arriva dal direttore della rianimazione del pediatrico Meyer di Firenze, professor Lorenzo Mirabile: «Le condizioni della bimba sono stabili e le funzioni vitali sono autonome, la teniamo in osservazione. Ma non è in pericolo di vita».

Ipotesi meningite. Secondo quanto spiegato dal professor Mirabile, si tratta di «una vicenda che nasce da un fatto intercorrente comune, poiché la piccola ha avuto un'otite e poi aveva uno stato di torpore che i medici di Lucca pensavano fosse attribuibile a un rapporto di contiguità con le strutture encefaliche. Una meningite può essere conseguenza di un'otite, dunque è stato indagato su questo. Solo successivamente, attraverso indagini di laboratorio si è scoperta la presenza di tracce di sostanze stupefacenti nel suo sangue». Giovedì scorso la bimba è stata portata dalla nonna e dalla mamma alla pediatria dell’ospedale San Luca per una fastidiosa otite. Ma la mattina successiva la pediatra di famiglia in accordo con il San Luca visto lo stato di torpore della piccina e per escludere l’ipotesi meningite ha convinto i familiari a trasferirla al pediatrico di Firenze. Lì la piccina è stata sottoposta a tutti gli esami previsti dal protocollo. Quindi a quello tossicologico. E lì è emersa la duplice intossicazione acuta da benzodiazepine e cocaina. È emerso che in passato, per esigenze curative, erano state somministrate alla piccina degli psicofarmaci di tipo anestetico contenenti benzodiazepine. Dubbi e interrogativi restano aperti per la cocaina.

Una mamma molto presente. Sul conto del nucleo familiare il professor Mirabile ha aggiunto: «La mamma è sempre presente, molto in apprensione, quindi non faccio differenza tra questo caso e gli altri che sono nella mia rianimazione, a livello di sfera affettiva familiare. Se posso dare una mia opinione nell'affettività familiare la loro condizione è normale». Per il medico non siamo di fronte a genitori con problemi legati all’uso di stupefacenti. Anche se emerge la presenza dei servizi sociali in ambito familiare. E quindi una situazione di disagio fronteggiata dalla presenza di nonni, attivi e attenti anche verso l’altra figlia piccola della coppia, delle assistenti del nido e degli spazi sociali per l’infanzia.

L’inchiesta. L’indagine è diretta dal sostituto procuratore Piero Capizzoto che mantiene il più stretto riserbo anche perché in queste ore vengono effettuati una serie di accertamenti in grado di chiarire come ha fatto la piccola ad assumere la droga che poteva ucciderla. In queste ore i genitori e le persone vicine alla bimba verranno ascoltate dagli inquirenti.

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