Il Tirreno

Lucca

Mercato, il ricorso può partire

di Rossella Lucchesi
Mercato, il ricorso può partire

Novanta ambulanti su 130 danno l’ok. I non interpellati saranno contattati a breve

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LUCCA. Può partire il ricorso al Tar per chiedere la sospensiva del trasferimento del mercato bisettimanale da via dei Bacchettoni a piazzale don Baroni alle Tagliate. Il sondaggio effettuato tra gli operatori dai responsabili di Confcommercio e Confesercenti negli ultimi quattro giorni di mercato ha sortito un risultato positivo in base alle loro aspettative. Oltre il 70% dei venditori ambulanti ha aderito all’ipotesi del ricorso. Il che significa che all'incirca 90 operatori su 130 sono al momento d'accordo.

All'appello ne mancherebbero una quindicina «che, dichiarano Valentina Cesaretti e Nicola D'Olivo, rispettivamente responsabile di Confesercenti e del settore mercato per Confcommercio - saranno contattati telefonicamente in questi giorni per completare la stesura del ricorso e dare il via all'iter legale. Se se ne aggiungeranno altri, ben vengano, così il numero dei non aderenti si assottiglierà, rafforzando il gruppo dei contrari al trasloco». Non un plebiscito, c'era da aspettarselo, comunque una percentuale non indifferente per portare avanti una protesta che va avanti da mesi e che vede la giunta contrapposta non solo ai diretti interessati, anche alle associazioni di categoria e a molti cittadini e commercianti del centro storico contrari a sradicare dalla città una delle tradizioni più antiche. Non ci saranno altri passaggi nei giorni di mercato, ma contatti telefonici o a mezzo lettera per chi finora è risultato assente per ferie o malattia, poi si passerà alla fase successiva, quella più turbolenta.

Conti alla mano, al momento sarebbero solo una ventina gli operatori che non dissentono dal provvedimento di trasloco alle Tagliate e che per adesso non intendono aderire al ricorso. Un numero insufficiente perché si possa passare dalle parole ai fatti, secondo l'opinione degli operatori che dall'inizio della protesta lamentano l'assenza di chiarezza da parte del Comune che, a dir loro, agisce in malafede, non considerando il danno che una tale decisione potrebbe arrecare a decine di famiglie. Mentre nelle sedi di Confcommercio e Confesercenti si comincia a stilare la lista degli operatori da contattare, i responsabili e i legali incaricati di istruire il ricorso convocheranno a giorni una riunione con tutti gli ambulanti per decidere il da farsi. Dopodiché si passerà alla fase successiva, cercando di ottenere la sospensiva.

«Almeno fino alla stesura del nuovo piano del commercio, previsto per fine 2016 o inizio 2017 quando tutto sarà rimesso in discussione» commentano D'Olivo e Cesaretti che continuano a contestare «l'assurda manovra della giunta comunale sul fatto in questione e la delibera protocollata senza alcun preavviso solo il giorno precedente l'ultimo incontro con gli operatori e le associazioni di categoria, mettendoli, in sostanza, di fronte al fatto compiuto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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