Il dolore
Il Caffè Fellini saluta piazza San Carlo
Lucca: il locale con un nuovo nome (Glam Cafè) riaprirà i battenti in via Vittorio Veneto, e intanto nel salotto buono del commercio sopravvive un solo negozio
LUCCA. Domenica sera un’altra luce si spegnerà in piazzetta San Carlo, e chissà quanto tempo bisognerà aspettare prima che possa essere accesa di nuovo. Massimo Tamburrini abbasserà la saracinesca del suo Caffè Fellini, per rialzarla in un’altra zona del centro storico per un locale che porterà un altro nome. All’apparenza, insomma, sembra cambiare poco o nulla: l’attività resta, e per i clienti abituali si tratterà solo di spostarsi, e nemmeno di troppo. Ma questa luce che si spegne ne accende un’altra, quella sul destino di quest’angolo di Lucca, piazzetta San Carlo, e non c’è da essere ottimisti. Ma andiamo con ordine, partendo proprio dalla notizia del giorno, ossia la chiusura del Caffé Fellini.
Una scelta diversa. Piazzetta San Carlo era stata recuperata dal degrado che l’aveva caratterizzata negli anni, anzi, nei decenni precedenti, diventando un piccolo gioiellino urbanistico e commerciale, con tanti negozi che si affacciavano su questa corte interna, a due passi da via Fillungo e da via Santa Croce. Era il 2000, e pochi anni dopo tra le tante attività che arrivarono a rendere vivo anche quest’angolo di Lucca arrivò anche il Caffè Fellini di Tamburrini. Nel frattempo però molti, anzi, quasi tutti i negozi che si affacciano sulla piazza, hanno chiuso i battenti. E adesso, dopo una dozzina di anni di attività, anche il titolare del caffè decide di lasciare. Una scelta, però, dove lo stato di generale desertificazione della piazzetta ha avuto solo un peso relativo. «Sicuramente per noi era meglio se c’erano anche gli altri negozi – spiega il Massimo Tamburrini – ma in realtà lascio il posto per altri motivi. Nel tempo mi sono fatto una clientela fedele e il mio locale è sempre frequentato. A detta degli altri ero soprattutto io a trascinare i clienti, ma nel frattempo, ho anche iniziato a fare un altro lavoro, a cui sto dando la priorità. A questo punto ho scelto di spostarmi in una zona dove c’è più passaggio».
Ciao Fellini, benvenuto Glam. La zona in questione è via Vittorio Veneto, praticamente a un passo dalla centralissima piazza Grande, ed è qui che prima di Pasqua Tamburrini aprirà il nuovo locale, e con un nuovo nome, Glam Cafè.
Intanto la piazza. Una scelta commerciale comprensibile quella di Tamburrini, ma che fa riflettere sul destino della piazzetta San Carlo, sul quel che già è, e su quello che potrebbe diventare. Ormai, chiuso il bar, delle attività aperte con tanto entusiasmo pochi anni fa resterà solo un negozio di articoli per bambini, ultimo baluardo contro il degrado che solitamente segue l’abbandono, e che in parte già si legge nelle vetrine spente e polverose. E in quelle scarpe lasciate lì da anni e anni nell’espositore del negozio che, per primo, chiuse i battenti. Ed è un peccato, perché come detto siamo davvero a due passi dal centro, ma occorre un motivo ben preciso per arrivare sino a qui. Fino a poco tempo fa quel motivo era rappresentato dai negozi appunto. Ma adesso il rischio è quello di ritrovarsi invece con un’isola buia, nel cuore di Lucca, con tutto quel che può comportare in negativo. Le ragioni della desertificazione? Tra gli imputati i costi ritenuti da molti eccessivi per l’affitto dei fondi che si affacciano sulla piazza. Ma, quale che sia la ragione, resta la conseguenza: quel buco nero in centro. «Peccato – commenta Tamburrini – questo era diventato un piccolo centro commerciale e non si può vedere questo scempio. Quindici anni fa fu uno dei primi spazi di Lucca a essere riqualificato, ma da allora tutti sembrano essersene dimenticati. Nel corso del tempo sono state fate tante altre cose nella nostra città per renderla più bella, e i risultati si vedono, visto che il numero di visitatori è cresciuto tantissimo. Ma qui non si è visto più nulla. Bisognerebbe che qualcuno, anche nell’amministrazione, facesse qualcosa per rilanciare la piazza, non so, per esempio cercando un modo per favorire la riapertura dei negozi».
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