Il Tirreno

Lucca

Corso Garibaldi poesia di marzo

di Barbara Antoni
Corso Garibaldi poesia di marzo

Quasi sessant’anni fa l’assessore Lunardini trasformò il viale piantandoci gli alberi “di fiori”

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LUCCA. Le pennellate di un pittore impressionista o i tocchi leggeri di colore di un macchiaiolo non avrebbero potuto affrescarlo meglio il cielo di Lucca sopra corso Garibaldi. Per un tratto di circa trecento metri e 46 alberi semisecolari piantati a zig-zag nella striscia di aiuole che fa da confine tra la strada e il marciapiede, in questi giorni di marzo va in scena uno spettacolo impagabile, improvviso quanto stupefacente entrando nel corso da uno qualunque degli accessi che vi conducono: le immagini incantano e rimbalzano sui social.

È lo spettacolo delle magnolie, che sfoggiano - in queste settimane di piena fioritura - un’esplosione di fiori fastosi, superbi, con i petali protesi all’insù, stampati nel cielo di marzo in molteplici toni altalenanti fra il bianco e il rosa.

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Piacere degli occhi, gioia dello spirito, tripudio di natura e vittoria di un progetto. Quello di colui che quelle magnolie le immaginò e le fece piantare per adornare in modo originalissimo corso Garibaldi, trasformandolo, in particolare in questo periodo dell’anno, in uno scenario da Parigi di fine Ottocento o da Inghilterra vittoriana. L’artefice del “corso delle magnolie” fu, nei primi anni Sessanta, Giovanni Lunardini, ricercatore e botanico, per dieci anni vice del sindaco Giovanni Martinelli nonché assessore al verde pubblico.

Andando a ricercare la paternità di queste magnolie, il suo nome echeggia in tutti gli angoli. Lo ricorda Angelo Lippi, botanico, ultimo curatore dell’Opera delle Mura, che sottolinea il gusto e la lungimiranza di quell’amministratore innamorato delle piante e dei fiori. «La magnolia - spiega - è una pianta interessante per i viali pubblici: è molto bella, necessita di pochissima manutenzione. Mi piacque tanto l’idea dell’assessore Lunardini che la replicai: fui io a far piantare magnolie anche nel viale tra l’entrata del Campo di Marte e la chiesa di San Marco». E così Pasquale Naccarati, presidente dell’AdiPa (associazione per la diffusione di piante ornamentali, sede all’Orto Botanico) ricorda di quando, giovanissimo, «ammiravo le magnolie in Corso Garibaldi dove vivevano i miei suoceri. A volte avevo la fortuna di raccogliere le pigne che cadevano, erano piene di semi e potevo piantarli nel mio giardino».

«Fu mio padre - racconta Francesco Lunardini, agronomo professionista e fratello di Giuseppe Lunardini, architetto paesaggista - negli anni in cui fu vicesindaco a Lucca, a far piantare le magnolie in Corso Garibaldi. Scelse la specie soulangeana e quella stellata, la rosa e la bianca. Quando fioriscono sono splendide, rimangono a lungo verdi e non creano dissesti nel terreno in cui sono piantate». Fu studiato in ogni minimo dettaglio il progetto di corso Garibaldi. «Per effetto delle magnolie - continua Francesco Lunardini - il viale ha luce piena solo in due momenti della giornata, al mattino e al tramonto». L’operazione “magnolia” costituì anche un lancio pubblicitario per Lucca. «Le cartoline di Lucca con le foto delle magnolie - aggiunge - furono un’idea di mio padre. E spesso vengono usate ancora».

Sempre andando a cercare notizie sulla strada lucchese delle magnolie, spunta anche la testimonianza di Mario Maffei, ingegnere. «Ho curato - scrive nel marzo 2015 sul suo profilo Facebook - nel lontano 1955 la costruzione delle piccole aiuole nei marciapiedi di corso Garibaldi. E la piantagione di queste magnifiche magnolie è stata curata dal giardiniere Rosellini che allora custodiva il giardino botanico».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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