Sicurezza
Arrestato il pendolare dello spaccio di eroina
Lucca: la polizia l'ha individuato lungo il Serchio con un complice minorenne. Inutile il tentativo di fuga
LUCCA. E' stato arrestato dalla sezione antidroga della squadra mobile il pusher tunisino che deteneva il monopolio dello spaccio di eroina a Lucca. Ogni giorno prendeva il treno che da Livorno lo conduceva in città; quando trasportava la droga con sé chiedeva un passaggio a qualche cliente affezionato, che si prestava con la speranza di avere in cambio una dose.
Quasi quotidianamente cambiava località di spaccio per agire indisturbato e ai clienti che lo contattavano telefonicamente, almeno trenta al giorno, indicava il luogo in cui lo avrebbero trovato. Diverse le località di spaccio interessate: Moriano via per Corte Cioni, Brancoli via per san Giusto di Brancoli, San Macario in Monte via della Chiesa XXII, Pieve Santo Stefano e Montuolo.
Il 1° marzo il tunisino ha individuato una nuova località, immediatamente al confine tra Lucca e Pisa, nelle zone boschive tra Cerasomma, Montuolo e Filettole/Riprafatta. Condotto sul posto da un cliente, ha iniziato a cedere lo stupefacente presso il greto del fiume Serchio, in corrispondenza di una piccola cascata. Come tutti i pomeriggi, da qualche mese a questa parte, anche il 1° marzo il tunisino ha potuto contare su una copiosa clientela, a cui ha ceduto eroina per venti euro a dose.
Numerose le autovetture che in quel pomeriggio hanno fiancheggiato l’argine del fiume ed effettuato una breve sosta, allontanandosi immediatamente. Venti quelle monitorate, tutte nella disponibilità di soggetti noti consumatori. Per gestire meglio l’elevata richiesta di stupefacente, quel pomeriggio il pusher si è pure avvalso di un secondo soggetto, un marocchino minorenne.
Alle 17.30, dopo avere finito lo stupefacente, i due spacciatori si sono diretti verso la stazione di Ripafratta. Alla vista degli agenti hanno tentato la fuga salendo sul treno che a quell’ora raggiunge San Giuliano Terme; proprio a bordo del treno è finita la loro fuga.
Il minore marocchino, un 17enne, è stato denunciato alla Procura presso il Tribunale per i minorenni e, in quanto privo di fissa dimora, affidato alla Caritas di Lucca; nelle scarpe celava la somma di 700 euro in banconote di piccolo taglio provento delle cessioni del pomeriggio. Wissem Talbi, 19enne, è stato arrestato e condotto in carcere in attesa di udienza di convalida. Dovrà rispondere del reato di spaccio aggravato dall’essersi avvalso della collaborazione di un minore. Decine di clienti, successivamente all’arresto, hanno confermato l’attività di spaccio del tunisino e del suo complice minorenne; attività che si protrae da mesi
Il cognome TALBI riconduce a precedenti operazioni della Sezione Antidroga della Squadra Mobile. I cugini TALBI Bechir, TALBI Boubaker, TALBI Amir furono arrestati insieme a DESII Luca l’11 dicembre del 2015. In via Cavalletti, si ricorderà, i quattro gestivano una casa di spaccio.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
