Il dolore
Truffa Ascit, 12 autisti davanti al giudice
Gonfiavano i rimborsi del rifornimento carburante. La Procura chiede il rinvio a giudizio: il 7 luglio l’udienza preliminare
LUCCA. Caso Ascit, richiesta di rinvio a giudizio per 12 dipendenti accusati di truffa: secondo la Procura falsavano i costi del rifornimento carburante per “gonfiare” i rimborsi. Il 7 luglio, davanti al giudice Giuseppe Pezzuti, si terrà l’udienza preliminare: imputati i 12 autisti dell’azienda che gestisce la raccolta rifiuti in sei Comuni della Piana.
Gli imputati. Si presenteranno in aula Marco Zelaschi, 57 anni, residente a Montecatini, difeso dall’avvocato Alessandro Maionchi; Paolo Pistoresi, 51 anni, residente ad Altopascio, difeso dall’avvocato Ilenia Vettori; Domenico Landini, 45 anni, residente a Capannori, difeso dall’avvocato Lodovica Giorgi; Claudio Tomagnini, 60 anni, residente a Seravezza, difeso dall’avvocato Ilenia Vettori; Vincenzo Sgueo, 55 anni, residente ad Altopascio, difeso dall’avvocato Lodovica Giorgi; Pietro Giorgi, 55 anni, residente a Capannori, difeso dall’avvocato Lodovica Giorgi; Riccardo Monacci, 51 anni, residente a San Giuliano Terme, difeso dall’avvocato Ilenia Vettori; Domenico Meschi, 60 anni, residente a Capannori, difeso dall’avvocato Ilenia Vettori; Pietro Paolo Lorenzetti, 60 anni, residente a Capannori, difeso dall’avvocato Lodovica Giorgi; Roberto Pera, 55 anni, residente a Capannori, difeso dall’avvocato Lodovica Giorgi; Daniel Mencarini, 42 anni, residente a Capannori, difeso dall’avvocato Ilenia Vettori; Alessio Marinai, 42 anni, residente a Capannori, difeso dall’avvocato Elena Tori.
La vicenda. L’indagine è stata coordinata dal sostituto procuratore Antonio Mariotti e condotta dai carabinieri di Lammari, guidati dal maresciallo Cencini. Tutto è partito da una denuncia presentata nel gennaio 2014 da Ascit. I contabili dell’azienda avevano ravvisato anomalie nelle spese per il rifornimento carburante dei mezzi: in pratica, i furgoni dell’azienda avrebbero percorso appena 700 metri con un litro di carburante. Troppo poco. La Procura aprì un’indagine e fu sufficiente piazzare una telecamera alla stazione di servizio per svelare il trucco.
Le accuse. 11 dei 12 autisti sono accusati di truffa continuata in concorso con altri. In pratica gli autisti avrebbero attestato “con raggiri e artifizi” rifornimenti mai erogati o erogati in quantitativi inferiori per gonfiare i rimborsi di Ascit. Un truffa realizzata con la collaborazione del gestore del distributore di Lammari, che ogni due settimane inviava all’azienda i prospetti “truffaldini” con la richiesta di rimborso. Il gestore del distributore, Natalino Quilici, (che operava all’insaputa dei titolari della pompa) ha già patteggiato una pena di alcuni mesi. In totale la truffa si aggira intorno ai 10mila euro. Per Marco Zelaschi, invece, il capo di imputazione è peculato: in ragione dell’incarico a lui assegnato aveva la disponibilità delle carte carburanti della società. Ma l’avvocato Maionchi, suo legale, ha già presentato ricorso per far cambiare il capo d’imputazione.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
