Più che dimezzati gli operatori di Pulia dopo il nuovo bando
Sarà ridelimitata l’area usata. Inagibile tutto il primo piano In questa situazione il mercato è a rischio sopravvivenza
LUCCA. Sono soltanto tre le concessioni rinnovate per gli operatori del mercato ortofrutticolo all’ingrosso di Pulia. Tre sui sette che erano prima che fosse pubblicato il nuovo bando. Altri due operatori però potrebbero essere inseriti successivamente. «Abbiamo ricevuto altre due richieste di assegnazione di concessione a bando scaduto - spiega infatti l’assessore alle attività produttive Giovanni Lemucchi -. Vedremo eventualmente se riaprire l’avviso per le concessioni».
I due concessionari rimanenti però risultano perduti. Uno non ha rinnovato la richiesta perché probabilmente non più interessato ad avere un punto vendita nel mercato. Nell’altro caso invece si trattava, viene spiegato, di un operatore che di fatto non era più attivo da tempo nonostante conservasse ancora il posto.
Un mercato in sostanza più che dimezzato, allo stato attuale, vivo grazie a tre operatori si può dire “storici”, visto che le rispettive attività hanno un’anzianità di trentotto, trentuno e ventinove anni.
Con un numero così risicato di operatori (anche se i tre rimasti hanno chiesto spazi più ampi rispetto al passato), è chiaro che si pone il problema della sopravvivenza del mercato ortofrutticolo all’ingrosso, sul quale oltretutto di recente si è fatto un investimento di alcune migliaia di euro per il recupero dei frigoriferi. Il primo intervento, annuncia Lemucchi, sarà una nuova delimitazione dell’area utilizzata all’interno del grande complesso di Pulia. «Vediamo di delimitarlo ulteriormente e rendere libere le aree non utilizzate - dice infatti Lemucchi -. Il fatto è che per rendere utilizzabili tutte le aree occorrerebbero tanti soldi per ristrutturare il mercato. Una struttura costruita negli anni Settanta, utilizzando materiali scadenti e sulla quale non è mai stato fatto alcun intervento di manutenzione. Il risultato è quello che vediamo. I piani superiori non sono agibili: ci vorrebbero risorse molto cospicue per poterli di nuovo utilizzare. Gli spazi assegnati con il bando infatti sono tutti al livello del piano terra».
Difficile quindi a questo punto, lascia chiaramente intuire l’amministratore, che le aree del mercato rimaste libere dalle attività degli operatori possano essere destinate ad attività diverse da quella del commercio ortofrutticolo.
La situazione è questa. Seppure di progetti per la riconversione del mercato esistano. Il sindaco Alessandro Tambellini sogna di realizzare qui un grande teatro, soprattutto per i grandi eventi. Ma al di là delle buone intenzioni quello che manca sono i soldi. (b.a.)
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