Finanza
La “sentenza” di Cantone arriverà entro marzo
Tambellini difende l’operazione di scissione con Toscana Energia Dure le opposizioni. Angelini: «Sono pronto ad andare in procura»
LUCCA. «Entro 15-20 giorni, e quindi con tutta probabilità entro il mese di marzo avremo la risposta dell’Anticorruzione sulla vicenda Gesam». A fornire il timingsulla pronuncia dell’autorità guidata da Raffaele Cantone è stato il sindaco Alessandro Tambellini durante il consiglio comunale di ieri sera sulla vicenda Gesam.
Un’assise attesa, soprattutto dopo lo scontro fra Comune e Giovanni Magnani, ex presidente di Gesam Energia. E “battezzata” dalla relazione di Tambellini che ha ripercorso fatti in gran parte già noti, che hanno portato alla scelta di esplorare la possibilità della “scissione asimmetrica” di Gesam: la gara per la proprietà delle reti (prorogata ufficialmente fino a ottobre 2016), la necessità di riportare certe attività sotto il controllo del Comune (cimiteri, illuminazione), la necessità di tutelare società e lavoratori. E la scelta di non aspettare che la gara venisse fatta e che Gesam venisse di fatto liquidata.
Ma è stato l’antefatto a rendere più saporita la pietanza. Con un attacco diretto proprio all’Anac, accusata di aver parlato prima con il senatore forzista Altero Matteoli che con palazzo Orsetti. Riferimento a quanto pubblicato ieri sulla stampa, con Matteoli che riportava le richieste di Anac (attivata proprio da Matteoli) per un’integrazione ai documenti inviati dal Comune: «Oggi (ieri per chi legge, ndr) ho ripreso carta e penna per scrivere all'Anac dicendo che le informazioni prima di darle a Matteoli deve darle a me», ha detto Tambellini. Che ha poi aggiunto la notizia sulla risposta dell’Anticorruzione che arriverà «entro 15-20 giorni. Aspettiamo con tranquillità. Siamo disposti ad andare da Cantone e a farlo venire qui: se dirà che abbiam torto, vorrà dire che avremo torto». Così come Tambellini si è detto «aperto a qualsiasi collaborazione con la procura, visto che sempre si tira in ballo la procura. Se vogliono, vengano pure, stendiamo un tappeto rosso».
Stoccate, colpi di fioretto. Rivolte, ovviamente, all’opposizione. Che, come copione vuole, ha attaccato sull’operazione, soprattutto con il duo composto dalla pentastellata Maria Laura Chiara Giorgi e da Luigi Angelini (Governare Lucca). La prima sostenendo che, in realtà, il valore delle reti di Gesam da liquidare al Comune non è di 45 milioni, ma di oltre 70 e che l’operazione finirà per decretare l’eutanasia di Gesam. Il secondo attaccando soprattutto sul piano giuridico e ammettendo di aver scritto ai membri del consiglio di amministrazione di Gesam per “ammonirli” che l’operazione di scissione asimmetrica potrebbe configurare il reato di abuso d’ufficio, visto che è effettuata «per avvantaggiare Toscana Energia» e per ottenere, da parte di Tambellini, un credito politico nei confronti del Partito democratico toscano. «Se l’operazione verrà fatta - ha rincarato Angelini - non avrò problemi ad andare in Procura a ripetere queste accuse». Alla fine, tuttavia, Angelini ha deciso di ritirare la sua mozione per l’annullamento della delibera sulla scissione di Gesam in segno di apertura per un «dialogo che comunque dovrà esserci».
Rimane al margine, invece, la questione dei rapporti con Gesam Energia: il sindaco ha spiegato che se ne occuperanno il Comune e la nuova dirigenza e, eventualmente, un giudice. Posizione che non è andata giù al capogruppo di Forza Italia Marco Martinelli, che ha invitato il primo cittadino a esplicitare le accuse all’ex presidente Giovanni Magnani (presente fra il pubblico) e a dare ragione dei mancati inserimenti dei debiti nel bilancio comunale e della presunta “sottovalutazione” del valore di Gesam Energia. Dallo stesso gruppo Mauro Macera ha annunciato di aver richiesto ai presidenti di Gesam spa, Gesam Gas e Polo Energy informazioni sulla correttezza della valutazione delle società nel piano di scissione di Gesam.
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