Il Tirreno

Lucca

Autopsia sul cadavere regge l’ipotesi Bettini

di Gianni Parrini
Autopsia sul cadavere regge l’ipotesi Bettini

Prelevati campioni biologici per gli esami istologici e genetici: risultati tra 2 mesi Lo stato dei tessuti non esclude che possa trattarsi dell’operaio sparito nel 2014

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LUCCA. Cadavere senza testa sul greto del fiume: l’autopsia conferma (o almeno non esclude) che possa trattarsi di Enrico Bettini. Ieri pomeriggio, al Campo di Marte, il medico legale Stefano D’Errico ha effettuato l’esame autoptico sul corpo ritrovato giovedì mattina sulle rive del Serchio, in località San Pietro a Vico. Le operazioni sono durate alcune ore e, in attesa delle analisi istologiche e genetiche sui campioni biologici prelevati, hanno già offerto le prime indicazioni: lo stato dei tessuti è compatibile con una permanenza in acqua di oltre un anno. Se fosse emerso che il corpo era nel fiume solo da pochi mesi, l’ipotesi che potesse trattarsi dell’operaio di Coreglia sarebbe stata subito scartata. Dunque, la pista su cui stanno lavorando gli investigatori della squadra Mobile, coordinati dal commissario capo Silvia Cascino, continua ad essere valida.

Enrico Bettini, 59 anni, è scomparso da casa nel novembre 2014. La sua auto è stata ritrovata vicino al Ponte del diavolo, sulle rive del Serchio. Di lui, però, nessuna traccia. I sommozzatori lo hanno cercato per giorni nelle acque del fiume, che in quei giorni era in piena. Non hanno trovato niente.

Pochi giorni fa, un cadavere senza testa e con mani e piedi scarnificati dai pesci è ricomparso sulle rive del Serchio: a trovarlo è stato Attila, un pastore corso che stava facendo una sgambata mattutina col suo padrone.

Il corpo era talmente mal messo che non è stato possibile dire se fosse di un uomo o di una donna. Ieri l’autopsia ha fugato i primi dubbi: si tratta di un uomo, di età compatibile con quella di Bettini. La mancanza della testa e della mano destra sembrano essere legate alla lunga permanenza in acqua.

L’altro dato è che nonostante gli inquirenti mantengano il massimo riserbo, dall’esame autoptico e dalle lastre non sarebbero emersi elementi che facciano pensare a un omicidio e tanto meno a una decapitazione.

Il medico legale D’Errico ha prelevato alcuni campioni biologici per gli esami istologici e genetici. I primi saranno effettuati nei laboratori di medicina legale dell’Asl e dovranno datare con maggiore precisione il decesso e il periodo di permanenza in acqua; i secondi saranno effettuati da un laboratorio fuori Lucca e consentiranno di ricavare il codice genetico del cadavere. A quel punto scatterà la prova del Dna: i campioni saranno confrontati con alcune tracce biologiche rinvenute sugli abiti che l’operaio aveva in casa. Per avere i risultati ci vorranno un paio di mesi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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