Il dolore
Allarme lupi a Bagni «Tocca al sindaco tutelare i cittadini»
Il Pd ribatte all’assessore Zago che aveva accusato la Regione dopo il caso del capriolo sbranato dentro un giardino privato
BAGNI DI LUCCA. Se davvero ci sono i lupi che scorrazzano tra le case del paese, oltre a fare stragi negli allevamenti, l’amministrazione deve intervenire per tutelare cittadini e allevatori, senza limitarsi a scaricare le colpe dei mancati risarcimenti sulla Regione. Lo dice il Pd di Bagni di Lucca che replica alle affermazioni dell’assessore Giuseppe Zago sull’episodio di pochi giorni fa, quando un branco di lupi ha sbranato nottetempo un capriolo all’interno del giardino di una villa in via San Francesco alla Villa.
«Chiediamo al sindaco – dice il Pd – ove fossero confermate le minacce per la sicurezza delle persone e degli animali da pascolo, di assumere i provvedimenti di sua competenza per garantire i cittadini e i loro beni. In particolare si chiede che il sindaco, se fossero confermate le notizie riportate, assuma le opportune ordinanze a tutela della situazione. L’amministrazione non può scaricare la responsabilità sulla Regione, che sta già lavorando per colmare una lacuna normativa che dura da troppo tempo. Che il sindaco si assuma le proprie prerogative e intervenga direttamente sul territorio per tutelare la sicurezza pubblica». Il Pd ricorda che la Toscana si sta già muovendo, insieme ad altre Regioni e ai ministeri per predisporre il “Piano di conservazione e gestione del lupo in Italia”, che è stato presentato a Roma. Piano da approvare definitivamente, e che prevede interventi per arginare il conflitto tra la presenza del lupo e le attività umane. «La Regione – conclude il Pd – darà il suo contributo con proprie osservazioni, basate su dati e rilevamenti scientifici, ottenuti grazie anche alla collaborazione con il Centro interuniversitario di ricerca sulla selvaggina, sulla presenza del lupo e degli ibridi nel territorio regionale e porrà la questione di questi ultimi, ovvero meticci di cane e lupo, che sono in aumento e rappresentano, oltre che una seria minaccia e un alto costo per la collettività, un grave pregiudizio per la salvaguardia del lupo in purezza».
Emanuela Ambrogi
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