Il Tirreno

Lucca

Processo più vicino per il comandante

di Luca Tronchetti
Processo più vicino per il comandante

Notificato l’avviso di conclusione delle indagini per l’ufficiale della polizia municipale accusato di peculato d’uso e falso

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LUCCA. Niente giudizio immediato, ma richiesta di rinvio a giudizio per il comandante della polizia municipale Stefano Carmignani, 52 anni, originario di Montecarlo, dall’ottobre 2014 alla guida dei vigili urbani di piazzale San Donato, accusato di peculato d’uso e falso ideologico commesso dal pubblico ufficiale in certificati o autorizzazioni amministrative. All’ufficiale, per anni in forza al comando di Rosignano Marittimo, è già stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini. Segno che il nome di Carmignani era finito nel registro degli indagati iscritto a modello 45 (o modello K) già sei mesi fa (fine agosto). Probabilmente nel momento in cui alcuni vigili urbani presentarono in procura esposti per denunciare comportamenti anomali del comandante. E d’altronde senza autorizzazione del giudice delle indagini preliminari come avrebbe potuto la procura della Repubblica piazzare il gps nell’auto civetta e scattare fotografie a quella Grande Punto senza contrassegni? Il modello 45 (unico che consente l’archiviazione direttamente al pm senza passare dal gip) è un registro degli atti non costituenti notizia di reato nel quale raccogliere quelli che riposano ancora in una sorta di "limbo" della non sicura definibilità, ma che necessitano di una ulteriore fase di accertamenti "preliminari". E dopo ulteriori indagini, evidenziata la notitia criminis, il pm procede a nuova iscrizione a modello 44, quello delle notizie di reato a carico di persone note. Quello che è accaduto dopo le acquisizioni della pg dei carabinieri in servizio in procura e l’invio il 16 febbraio dell’informazione di garanzia al comandante.

Gli episodi contestati. Sono una dozzina. Nel periodo che va da settembre a fine ottobre. Il percorso fatto dall’auto del comandante è stato tracciato dal gps sistemato sotto la vettura dalla pg dei carabinieri e l’ufficiale dei vigili immortalato alla guida dell’auto civetta mentre si recava a Montecarlo, al cimitero del suo paese d’origine, in località Micheloni tra Altopascio e Montecarlo, in un negozio di fotografia e noleggio film del Capannorese. E, stando all’accusa, in tutte le circostanze avrebbe utilizzato quella vettura fuori dal servizio e dall’orario di lavoro. A testimoniarlo c’è anche un agente della polizia municipale che per una serie di circostanze era con lui sulla macchina civetta lontano dal servizio e che non risulta comunque indagato.

Un nuovo avvocato. In queste ore Stefano Carmignani ha affiancato al civilista Gioia Crippa il noto penalista e docente universitario Enrico Marzaduri. La prossima mossa tocca alla difesa. I suoi legali hanno venti giorni di tempo per presentare memorie difensive o far interrogare il loro assistito nel tentativo di chiarire la sua posizione. Se tutto resterà lettera morta al termine di quel lasso di tempo il sostituto procuratore Fabio Origlio chiederà il rinvio a giudizio davanti al gup che potrebbe fissare l’udienza prima delle ferie giudiziarie intorno al 22-25 luglio.

Altri filoni. Carmignani resta quindi l’unico indagato nella vicenda che lo coinvolge con l’accusa di peculato d’uso e falso. Ma vi sarebbe un nuovo filone investigativo che riguarda il comando di piazzale San Donato relativo ad un’ipotesi di mobbing sulla base di denunce presentate da tre-quattro agenti della polizia municipale appartenenti al gentil sesso. Al momento però l’indagine è in una fase embrionale.

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