Il Tirreno

Lucca

Comune unico, il “referendum” di Giannini su Fb

di Nicola Bellanova

Il sindaco di Fabbriche di Vergemoli apre una pagina per chiedere se è meglio un solo ente oppure quattro

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VALLE DEL SERCHIO. Quattro comuni o un unico, grande comune per tutta la Valle del Serchio? Un referendum per ora virtuale e che, viste le ultime novità che provengono dal Parlamento, potrebbe presto diventare una realtà concreta.

A lanciare l'ennesima sfida è Michele Giannini, sindaco di Fabbriche di Vergemoli, piccolo ente nato nel 2014 dalla fusione di due comuni sulla Turrite, e quindi primo esempio di accorpamento deciso dal basso. Giannini ha attivato su Facebook una pagina che è tutto un programma: “Meglio quattro o uno?”, ad indicare l'idea di una organizzazione amministrativa del territorio. Il disegno di legge depositato in Parlamento, che prevede la creazione di enti con popolazione non inferiore ai 5mila abitanti, fa discutere i cittadini, ma gli amministratori locali sembrano sonnecchiosi.

Ecco che Giannini cerca di lanciare una discussione che porti a progetti fattibili: «Un amministratore non può limitarsi a guardare al presente, ma deve provare ad interpretare il futuro - afferma-. Certo, si pensa alla rielezione, ma in primis si deve pensare al futuro della propria comunità, a ciò che servirà a coloro che verranno. Fin da quando proposi il referendum che ha portato alla nascita di Fabbriche di Vergemoli, ho ripetuto che lo facevo non perché lo volevo, ma perché non c’era altra strada. Mi dissero di tutto, lo ammetto, non ultimo che vendevo il mio comune, la mia casa. Il risultato stesso del referendum, promosso nel 2012 ed a cui aderì soltanto Fabbriche di Vallico, non fu mai stato dato per scontato, e l’esito positivo mi caricò di responsabilità ancora maggiori».

Quindi, quel precedente potrebbe essere valutato in ottica più ampia: «Continuo a combattere per il nostro territorio, che non è solo il mio comune ma tutta la Garfagnana. I comuni, così come sono strutturati ora, a detta di molti non hanno più senso: quando sono nati non c’erano le strade, l’energia elettrica, i computer. Negli ultimi cinquant’anni il mondo è totalmente cambiato, è normale che oggi debbano adeguarsi anche i comuni».

Quindi, la parola ai cittadini, per ora sarà data su Facebook, e poi si vedrà se si arriverà alle urne: «Ho voluto creare una pagina Facebook chiamata “Meglio Quattro o Uno?” dove invito chiunque ad esporre le proprie idee, a dare consigli ed esprimere i propri sentimenti su questa tematica, su come vede la Garfagnana delle fusioni, dove gli attuali 16 comuni rimarranno, forse tra non molto, un piacevole ricordo legato al passato. I consigli e le osservazioni di tutti saranno tenuti in grande considerazione, e mi aiuteranno a capire meglio cosa davvero vuole chi vive sul nostro territorio, ma soprattutto quali possibilità abbiamo davanti».

Poi Giannini conclude: «Se i comuni della Garfagnana si fondessero in quattro, o tre od un solo nuovo comune, avrebbero contributi per oltre 20 milioni di euro in cinque anni; quante cose potremmo fare e quanto potremmo provare a ridurre la crisi del nostro territorio?».

Sicuramente gli spunti non mancheranno, anche se prima o poi i nodi verranno al pettine.

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